S'alza il velo sulla fantasiosa sostenibilità dell'impianto a biomasse di Russi (Ravenna). L'Onlus Clan-Destino, da anni in lotta perché questa speculazione affaristica mascherata da impianto di smaltimento non venga mai portato a compimento, ha riportato l'intervento in Consiglio provinciale dell'Assessore alla Qualificazione Ambientale della Provinciale di Forli/Cesena, Luciana Garbuglia. Nel suo intervento l'Assessore evidenzia che il materiale da bruciare non proverrà dal "famoso" raggio di 70 km dall'impianto, ma addirittura dall'estero, via nave.
" ... con un approfondimento successivo, si è proprio verificato che quell'Impianto (n.d.r. Russi) non è rivolto a reperire materiali sul territorio,... il tipo di Biomassa che viene utilizzato per quell'Impianto viene assolutamente da fuori, cioè non viene neanche dalla Regione Emilia-Romagna, non viene neanche dall'Italia, perché si utilizza il Porto di Ravenna come punto di tramite per l'utilizzo di quel tipo di Biomassa...".
È scandaloso che la farsa di questo inceneritore continui ad andare avanti nonostante tutte le evidenze che si tratti di un'operazione puramente affaristica che nulla, ma proprio nulla, ha a che vedere con il miglioramento dei servizi ai cittadini, con la salvaguardia dell'ambiente o con la economicità per la comunità. E' invece un progetto che costerà caro in termine di denaro e salute e alla zona di Russi e al ravennate in generale, e che certamente non creerà un circolo virtuoso dal punto di vista occupazionale. Esigiamo che l'Assessore Regionale all'ambiente riferisca in commissione, o in aula, se queste notizie siano fondate. Nel caso lo fossero, siamo di fronte ad un'evidente contraddizione rispetto alle delle motivazioni stesse per le quali l'impianto fu pensato.
Fonte: Movimento 5 Stelle Emilia Romagna




















