Nanopolveri Assassine!
La fotografia mostra i devastanti effetti delle nanopolveri (i puntini neri) nel sangue, che si comportano come corpi estranei e stimolano la produzione di fibrina (i filamenti) con la conseguente formazione di trombi. In basso a destra, per valutare le dimensioni, c’è un riferimento delle dimensioni di 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro (PM10).
Parlare di polvere può sembrare banale, tutti noi sappiamo cos’è la polvere, si annida dappertutto e per rimuoverla occorre una scopa, uno straccio e tanta fatica.
Si può usare anche un aspirapolvere, che la rimuove e la fa finire in un sacchetto di carta con caratteristiche tali da funzionare come un filtro.
Noi, in questa occasione, non parliamo di quella polvere, ma di una polvere molto più fine, che riesce a superare anche il filtro dell’aspirapolvere.
Qualcuno, cambiando il sacchetto dell’aspirapolvere, avrà notato una polverina molto fine, simile al borotalco, che si annida all’interno dell’apparecchio e che, purtroppo, non viene trattenuta dai filtri e ritorna nell’ambiente.
Da alcuni anni si stanno studiando le interazioni tra queste polveri inorganiche finissime e l’organismo.
Quali sono le loro dimensioni.
Le polveri sottili si dividono in nanopolveri e micropolveri.
Le nanopolveri hanno un diametro tra 10-9 e 10-7 metri, cioè tra un miliardesimo di metro e un decimo di milionesimo di metro.
Le micropolveri sono più grandi: tra 10-6 e 10-5 metri, che vuol dire che sono comprese tra un milionesimo ed un centomillesimo di metro.
L’unità di misura più comunemente utilizzata per queste misure è il µm (micron), che è il millesimo di millimetro, cioè 10-6 metri.
Tutti noi abbiamo sentito parlare delle PM10 (PM = Particulate Matter), che sono quelle polveri che vengono misurate per valutare il livello di inquinamento nelle città. La sigla PM10 identifica le particelle che hanno un dimetro di 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro.
La legge attualmente in vigore individua due valori limite di PM10:
- Il primo è un valore limite di 50 µg/m³ come valore medio misurato nell’arco di 24 ore da non superare più di 35 volte/anno.
- Il secondo come valore limite di 40 µg/m³ come media annuale.