Dopo un lungo periodo di silenzio da parte delle istituzioni e dell’azienda sulla problematica della riconversione Sadam, non vorremmo che, passata la “prudenza” pre-elettorale, si cerchi oggi di dare una brusca accelerata da parte del Sindaco e dell’amministrazione comunale per chiudere entro luglio la partita della sottoscrizione dell’accordo.
Pertanto, portiamo a conoscenza la cittadinanza ed i consiglieri comunali tutti di una notizia che ci viene segnalata dagli amici del comitato di Castiglion Fiorentino, anch’essi membri del Coordinamento dei Comitati ex Sadam insieme a noi ed ai comitati di Fermo e Russi.
A Castiglion Fiorentino l’accordo di riconversione è stato siglato il 10 dicembre 2007. Da tale data, le opinioni degli enti sottoscrittori dell’accordo sembrerebbero molto cambiate, e sembra si stia cercando di tornare indietro dall’accordo. Ad esempio possiamo leggere i seguenti articoli (Fonte: ArezzoNotizie) L’impegno dei candidati alla provincia per il no alla centrale - Riconversione area ex zuccherificio – Clamoroso voltafaccia a Castiglion Fiorentino
Alla luce di tutto ciò, lo scorso 3 giugno 2009 l’ingegner Raimondo Cinti, amministratore delegato di PowerCrop (la società del gruppo Maccaferri che dovrebbe costruire anche la centrale a biomasse di Jesi) ha “ricordato” al Sindaco di Castiglion Fiorentino che..."Le firme con cui si sottoscrivono i protocolli e gli accordi, come quello stipulato presso il Ministero dell'Agricoltura il 10 dicembre 2007 per la riconversione, sono atti vincolanti per chi appone il proprio nome e non dei semplici graffiti nel libro degli ospiti di un museo. Per questo motivo DOBBIAMO (il maiuscolo è nostro, ndr) fare presto. Ricordo che il documento finale fu sottoscritto dai rappresentanti istituzionali di Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Castiglion Fiorentino, dai sindacati, Sadam e Powercrop.” (Fonte – ArezzoNotizie)
Riteniamo che le parole dell’Ing.Cinti di poche settimane fa a Castiglion Fiorentino possano fungere da monito anche per i nostri amministratori jesini, soprattutto per quelli che, favorevoli alla firma dell’accordo, hanno nei mesi passati dichiarato più o meno esplicitamente che la firma dell’accordo di riconversione non avrebbe un carattere vincolante e che, anche dopo la sottoscrizione dell’accordo, in qualsiasi momento si potrebbe tranquillamente intervenire per “tornare indietro”.
Ne vorremmo ricordare due fra i più “rappresentativi”: il Sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi e il neo-assessore regionale Fabio Badiali.
Ecco cosa dichiaravano il 3 settembre 2008 ed il 13 dicembre 2008:
| Fabio Badiali: PD in festa, Jesi 3 settembre 2008 [1] “(…) perché la firma che il Comune, (…) poteva essere anche fatta quella firma perché non c’avrebbe nessuna valenza se poi non c’è il progetto esecutivo. Questo lo dimostra Fermo (…) Castiglion Fiorentino ha fatto la stessa cosa perciò su questa qui non c’è nessun problema” |
Fabiano Belcecchi: Consiglio Comunale del 13 Dicembre 2008 [2] “(…) e anche lo stesso accordo di riconversione stessa non predetermina alcuna ricaduta diretta e immediata senza la possibilità d’intervento e da parte dell’amministrazione comunale e da parte dello stesso consiglio comunale” |
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Oggi, dopo le parole di Cinti a Castiglione, penso sia a tutti più chiaro ciò che fin dal primo giorno abbiamo chiamato “la cambiale in bianco”.
Vorremmo umilmente aiutare tutti a comprendere che cosa potrebbe voler dire firmare un accordo di riconversione senza la presentazione di un progetto, che cosa potrebbe rischiare il nostro Comune nel momento in cui volesse tornare indietro, come successo per altre riconversioni Sadam, dove, nel momento in cui sono state “tirate fuori le carte”, Sindaci e/o Enti locali hanno annunciato di volerne “uscire fuori”.
NESSUNA LEGGE OBBLIGA IL NOSTRO SINDACO A FIRMARE SENZA LA PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO !!!!!!!
Al contrario, la “diligenza del buon padre di famiglia” che dovrebbe contraddistinguere l’ azione di un politico, obbligherebbe a evitare senza indugi di correre un rischio del genere.
Pensate, cittadini jesini e della Vallesina, che cosa potrebbe voler dire, dopo la firma di Belcecchi sulla “cambiale in bianco”, una richiesta di risarcimento da parte di Sadam per non poter più realizzare degli impianti su cui avrebbe dovuto incassare 375 milioni (vale la pena ricordarlo… di contributi pubblici) di euro.
Cosa faremo, chiuderemo asili e privatizzeremo servizi fondamentali ?
Marco Gambini-Rossano
Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina



























