E’ opportuno che di ciò venga reso edotto anche il sindaco Belcecchi.
In primo luogo si è tenuto un Consiglio Regionale al termine del quale è stata votata una mozione, la numero 309, a firma Procaccini con emendamento Mammoli, in cui si chiede, in sostanza, che il Comune non firmi dietro l’onda emozionale provocata dal ricatto occupazionale posto in essere dall’azienda. Si chiede invece con forza che il Comune provveda a farsi consegnare dall’azienda un piano industriale PRIMA DELLA FIRMA, da analizzare assieme agli enti locali circonvicini o entro cui ricade il comune di Jesi (comuni della Vallesina, Provincia, Regione). E ciò al fine di avviare le procedure per l’apertura della Cassa Integrazione Guadagni.
Il fatto che durante la discussione, numerosi consiglieri regionali abbiano citato in maniera positiva l’operato dei Comitati di Fermo e di Jesi, nonché di quelli ad essi coordinati, dimostra che i cittadini possono lavorare insieme alla politica in maniera costruttiva.
In secondo luogo è apparsa una dichiarazione ufficiale della cantina Moncaro che, dopo aver condannato l’idea di un ulteriore polo energetico in Vallesina, che metterebbe a rischio i suoi oltre mille dipendenti, si è offerta come capofila per assicurare sbocchi occupazionali alternativi ai pochi previsti dalla riconversione, nel settore agricolo e vitivinicolo.
A questo punto anche gli ultimi “alibi” per il sindaco e per i sindacati vengono meno.
Cosa aspettano i sindacati a prendere contatti con la Moncaro e le associazioni agricole per porre in essere tale operazione che salverebbe i posti di lavoro e la salute dei cittadini ?
Cosa aspetta il sindaco a chiedere il piano industriale e ad attivarsi seriamente per l’avvio ed il monitoraggio di un serio piano di bonifica, che porterebbe ulteriori posti di lavoro, migliorando la qualità della vita dei cittadini, sul territorio ?
Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente
Il Presidente
Marco Gambini-Rossano
Il Presidente
Marco Gambini-Rossano
Jesi, 11 Dicembre 2008



















