SADAM: ANCORA MINACCE...
Torna puntualmente il tentativo di avanzata dei piani del Presidente Maccaferri, con in testa i soliti sindacalisti. Sì, proprio quelli che hanno continuato a parlare per anni di cassa integrazione mentre di cassa integrati alla Sadam non ce ne erano (a parte qualche unità, fra cui risultano diversi cassaintegrati “storici”); quelli che due anni fa hanno avuto il coraggio di dire “…qui non parliamo di centrale a biomasse…non c’è traccia di questo (nel progetto di riconversione Sadam, ndr)”, sorbendosi in tempo reale la conseguente “smentita” (usiamo un eufemismo!); quelli che ai pochi dibattiti dove sono intervenuti, hanno visto gran parte delle loro tesi uscire insostenibili.
Mentre la Vallesina affonda nella VERA disoccupazione e nella VERA cassa integrazione di aziende in VERA crisi (cioè che non chiudono percependo 60 mln di euro dall’UE), tornano di nuovo le minacce violente di azioni illegali, ad opera di rappresentanti di questo gruppetto di "più o meno NONCASSAINTEGRATI” (almeno da quanto risulta dalle ultime info a riguardo diffuse dalla stampa locale), mentre è ancora vivo il ricordo del Consiglio Comunale del 12 febbraio, dei Consiglieri costretti ad essere scortati fino a casa, delle “forche caudine” all’uscita della sala consiliare cui il “gruppetto”, per altro con già in tasca il rinnovo della cassa integrazione ministeriale, ha sottoposto Consiglieri Comunali e cittadini.
Oggi, il tutto sarebbe per ottenere la firma della ennesima “cambiale in bianco”: una convenzione che non avrebbe alcun senso senza la presentazione dei progetti tecnici; una convenzione prima della VIA Ministeriale in netta contraddizione al Patto di fine legislatura (vedere Pag.8) su cui il 30 luglio si è ricomposta la malandata maggioranza guidata dal dimissionatosi Belcecchi.
Spesso, la prepotenza nasconde debolezza e mancanza di argomenti, per cui non abbiamo mai avuto bisogno di usarla: ribadiamo che, forti delle nostre argomentazioni tutt’oggi sostanzialmente mai smentite e, semmai, rafforzate dal forum tecnico di gennaio, continueremo a difendere i nostri diritti e la nostra Salute duramente, aspramente, a volte assai polemicamente, ma sempre nel rispetto della legalità e delle regole democratiche del nostro Paese.
Definiamo infine politicamente inqualificabile la risposta del segretario “in scadenza” del Partito Democratico jesino, che invece di prendere le distanze e condannare una volta per tutte questi atteggiamenti minacciosi, violenti e al di fuori di qualsiasi tollerabilità in un Paese Democratico, di fatto difende gli obbiettivi di chi li perpetua. E’ questo l’ insegnamento e questa l’eredità politica che tal signore vuol lasciare ai giovani neo candidati a succederlo?
Jesi, 6 settembre 2010
MASSIMO GIANANGELI
Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina
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