Preg.mi Consiglieri Marasca e Rossetti,
permettetemi di ringraziarvi a nome del Comitato per la Tutela della Salute e del Territorio della Vallesina ed a nome di tutti i cittadini che hanno firmato la nostra petizione, per la vostra mozione la quale richiede un serio piano di bonifica ambientale dei siti in cui insiste l’attuale stabilimento Sadam.
La bonifica ambientale dovrebbe essere messa al centro sia di una eventuale approvazione dell’accordo di riconversione (cosa che, naturalmente,ci auguriamo non avvenga) sia di un eventuale rifiuto dello stesso, dato che, proprio come confermato dal dirigente regionale presente alla scorsa commissione politica del 30 ottobre 2008, l’UE non dà circa 70 milioni di euro alla Sadam solo per la dismissione del’impianto, ma anche per avviare serie procedure di bonifica dei terreni.
Come dite voi, i siti Sadam potrebbero essere davvero assai inquinati, da amianto e probabilmente da altre sostanze pericolose.
La bonifica di un sito del genere deve essere pianificata con un vero progetto preceduto da uno studio sullo stato attuale della situazione.
Stiamo verificando numerose segnalazioni di siti anche al di fuori dei terreni Sadam dove sembrerebbe siano stati sversati dei rifiuti dello zuccherificio, e per i quali, qualora avessimo riscontri positivi, chiederemo una bonifica a carico dell’azienda.
Ci chiediamo inoltre come sia andata a finire questa storia di procedimenti giudiziari legati a fanghi inquinati sversati nei terreni (Jesi: sequestrati 20 ettari di terreni inquinati)
Risulterebbe inoltre, da fonti di stampa, che PowerCrop, dello stesso gruppo di Sadam, cerchi in altre riconversioni, di trovare “escamotage” al fine di evitare tali procedure di bonifica (Vedere “Russi, Commissione europea e Ministero frenano l'inceneritore Eridania”)
Riteniamo che la bonifica richiederebbe già da sola un lungo lavoro di pianificazione, studio e attuazione operativa, nonché un notevole investimento da parte dell’azienda che potrebbero già di per sè a garantire per almeno alcuni anni occupazione ai dipendenti, dando all’amministrazione comunale ed alla politica tutto il tempo per trovare il loro ricollocamento occupazionale, di pianificare un nuovo sviluppo dell’area, senza aver bisogno di impantanarsi nel percorso incerto e nel calvario per i lavoratori che la firma dell’accordo di riconversione, a nostro parere, comporterebbe.
La politica ha tutti gli strumenti necessari per pretendere questo, ed il supporto delle centinaia di firme raccolte dal Comitato dovrebbe aiutarla in certe scelte.
Il vostro contributo ci rassicura sul fatto che ciò che chiedete non può coincidere con la pretesa del Sindaco Belcecchi di firma dell’accordo di riconversione produttiva; una pretesa non giustificabile dalla questione della cassa Integrazione,come ricordato dalla dott.ssa Nicoletti dell’Inps alla Commissione Politica del 15 Ottobre u.s.; una scelta che va addirittura contro le dichiarazioni dei Sindaci della Vallesina, ai quali, davanti alla possibilità di blocco dell’impianto tramite il divieto di passaggio dell’oleodotto nei loro territori, è stato risposto dal nostro Sindaco “Io non credo che……se si blocca l’oleodotto si blocca l‘impianto. Io sono molto più convinto che se si blocca l’oleodotto, si rimettono in moto decine di migliaia di camion per il trasporto della materia prima (l‘olio, n.d.r.) o del prodotto lavorato (il biodisel, n.d.r.)…“.
Sperando che in Consiglio Comunale possiate far valere le istanze che avete elencato in questa importante mozione, colgo l’occasione per porgere i miei più
permettetemi di ringraziarvi a nome del Comitato per la Tutela della Salute e del Territorio della Vallesina ed a nome di tutti i cittadini che hanno firmato la nostra petizione, per la vostra mozione la quale richiede un serio piano di bonifica ambientale dei siti in cui insiste l’attuale stabilimento Sadam.
La bonifica ambientale dovrebbe essere messa al centro sia di una eventuale approvazione dell’accordo di riconversione (cosa che, naturalmente,ci auguriamo non avvenga) sia di un eventuale rifiuto dello stesso, dato che, proprio come confermato dal dirigente regionale presente alla scorsa commissione politica del 30 ottobre 2008, l’UE non dà circa 70 milioni di euro alla Sadam solo per la dismissione del’impianto, ma anche per avviare serie procedure di bonifica dei terreni.
Come dite voi, i siti Sadam potrebbero essere davvero assai inquinati, da amianto e probabilmente da altre sostanze pericolose.
La bonifica di un sito del genere deve essere pianificata con un vero progetto preceduto da uno studio sullo stato attuale della situazione.
Stiamo verificando numerose segnalazioni di siti anche al di fuori dei terreni Sadam dove sembrerebbe siano stati sversati dei rifiuti dello zuccherificio, e per i quali, qualora avessimo riscontri positivi, chiederemo una bonifica a carico dell’azienda.
Ci chiediamo inoltre come sia andata a finire questa storia di procedimenti giudiziari legati a fanghi inquinati sversati nei terreni (Jesi: sequestrati 20 ettari di terreni inquinati)
Risulterebbe inoltre, da fonti di stampa, che PowerCrop, dello stesso gruppo di Sadam, cerchi in altre riconversioni, di trovare “escamotage” al fine di evitare tali procedure di bonifica (Vedere “Russi, Commissione europea e Ministero frenano l'inceneritore Eridania”)
Riteniamo che la bonifica richiederebbe già da sola un lungo lavoro di pianificazione, studio e attuazione operativa, nonché un notevole investimento da parte dell’azienda che potrebbero già di per sè a garantire per almeno alcuni anni occupazione ai dipendenti, dando all’amministrazione comunale ed alla politica tutto il tempo per trovare il loro ricollocamento occupazionale, di pianificare un nuovo sviluppo dell’area, senza aver bisogno di impantanarsi nel percorso incerto e nel calvario per i lavoratori che la firma dell’accordo di riconversione, a nostro parere, comporterebbe.
La politica ha tutti gli strumenti necessari per pretendere questo, ed il supporto delle centinaia di firme raccolte dal Comitato dovrebbe aiutarla in certe scelte.
Il vostro contributo ci rassicura sul fatto che ciò che chiedete non può coincidere con la pretesa del Sindaco Belcecchi di firma dell’accordo di riconversione produttiva; una pretesa non giustificabile dalla questione della cassa Integrazione,come ricordato dalla dott.ssa Nicoletti dell’Inps alla Commissione Politica del 15 Ottobre u.s.; una scelta che va addirittura contro le dichiarazioni dei Sindaci della Vallesina, ai quali, davanti alla possibilità di blocco dell’impianto tramite il divieto di passaggio dell’oleodotto nei loro territori, è stato risposto dal nostro Sindaco “Io non credo che……se si blocca l’oleodotto si blocca l‘impianto. Io sono molto più convinto che se si blocca l’oleodotto, si rimettono in moto decine di migliaia di camion per il trasporto della materia prima (l‘olio, n.d.r.) o del prodotto lavorato (il biodisel, n.d.r.)…“.
Sperando che in Consiglio Comunale possiate far valere le istanze che avete elencato in questa importante mozione, colgo l’occasione per porgere i miei più
Cordiali Saluti
MASSIMO GIANANGELI



















