Preg.mo Consigliere Santinelli,
mi permetta di ringraziarla per la sua interpellanza che porterà al prossimo Consiglio Comunale.
Da quello che scrive mi sembra chiaro il suo logico parere sulla impossibilità di dare alcun giudizio riguardo la proposta di riconversione senza un progetto industriale serio da presentare ad Arpam, commissione politica e tecnica. Immagino quindi che la inevitabile conseguenza di tutto questo, sarà un atteggiamento di prudenza e quindi, di non approvazione, alle condizioni attuali, dell’accordo di riconversione in questi giorni al vaglio di Sindaco, Giunta e commissioni varie. Ciò anche perché esso non dà alcuna garanzia occupazionale e, come confermato dalla dott.ssa Nicoletti dell’Inps, non è richiesta la sua firma per avere la Cassa Integrazione per i dipendenti.
La sua proposta, Gent.mo Consigliere, va finalmente nella direzione di apertura verso la cittadinanza, di diffusione dell’informazione e di vero allargamento della partecipazione popolare in scelte importantissime per il nostro territorio per i prossimi decenni.
Mi auguro quindi, che la prima grande conseguenza della sua interpellanza sarà proprio quella di iniziare, da parte dell’amministrazione comunale e da parte della forze politiche tutte, un vero processo partecipativo, che, come comitato, abbiamo sempre cercato di intraprendere fin dai primi giorni dalla nostra costituzione, e continueremo a portare avanti con caparbietà nei prossimi tempi.
Riguardo al merito del referendum, chiaro che nel momento in cui la città avrà una vera consapevolezza della questione ed avrà proprio grazie al percorso partecipativo di cui parlavo, sviluppato una sensibilità profonda sulle questioni ambientali, sanitarie, economiche ed occupazionali (perché sono tutti questi gli aspetti che compongono la proposta Sadam) allora saremo pronti per un responso referendario che in tal caso avrebbe una vera valenza democratica.
Converrà con me che, comunque, certi diritti primari del cittadino, alcuni dei quali, per altro, sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, non potranno essere messi in discussione né a colpi di maggioranze politiche, né a colpi di maggioranze popolari, per quanto ampie possano essere. Sto parlando di diritti come quello alla proprietà, alla salute, alla felicità in un territorio che consenta uno sviluppo centrato sulla persona e non solo sull’aspetto economico, ad un lavoro il più possibile sicuro che garantisca un futuro. Niente potrà mai impedire a singoli cittadini di continuare a tutelare tali diritti, messi in discussione da proposte come quelle dell’azienda Sadam, che trasformerebbero la nostra stupenda città in una raffineria “succursale” dell’API, corredata da una centrale che brucerebbe olio proveniente dallo sfruttamento di paesi già fortemente provati, e riverserebbe in sul colpo sul nostro territorio, l’inquinamento paragonabile a quello di 20 mila autovetture al giorno.
Ringraziandola, colgo l’occasione per porgerle i miei più
mi permetta di ringraziarla per la sua interpellanza che porterà al prossimo Consiglio Comunale.
Da quello che scrive mi sembra chiaro il suo logico parere sulla impossibilità di dare alcun giudizio riguardo la proposta di riconversione senza un progetto industriale serio da presentare ad Arpam, commissione politica e tecnica. Immagino quindi che la inevitabile conseguenza di tutto questo, sarà un atteggiamento di prudenza e quindi, di non approvazione, alle condizioni attuali, dell’accordo di riconversione in questi giorni al vaglio di Sindaco, Giunta e commissioni varie. Ciò anche perché esso non dà alcuna garanzia occupazionale e, come confermato dalla dott.ssa Nicoletti dell’Inps, non è richiesta la sua firma per avere la Cassa Integrazione per i dipendenti.
La sua proposta, Gent.mo Consigliere, va finalmente nella direzione di apertura verso la cittadinanza, di diffusione dell’informazione e di vero allargamento della partecipazione popolare in scelte importantissime per il nostro territorio per i prossimi decenni.
Mi auguro quindi, che la prima grande conseguenza della sua interpellanza sarà proprio quella di iniziare, da parte dell’amministrazione comunale e da parte della forze politiche tutte, un vero processo partecipativo, che, come comitato, abbiamo sempre cercato di intraprendere fin dai primi giorni dalla nostra costituzione, e continueremo a portare avanti con caparbietà nei prossimi tempi.
Riguardo al merito del referendum, chiaro che nel momento in cui la città avrà una vera consapevolezza della questione ed avrà proprio grazie al percorso partecipativo di cui parlavo, sviluppato una sensibilità profonda sulle questioni ambientali, sanitarie, economiche ed occupazionali (perché sono tutti questi gli aspetti che compongono la proposta Sadam) allora saremo pronti per un responso referendario che in tal caso avrebbe una vera valenza democratica.
Converrà con me che, comunque, certi diritti primari del cittadino, alcuni dei quali, per altro, sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, non potranno essere messi in discussione né a colpi di maggioranze politiche, né a colpi di maggioranze popolari, per quanto ampie possano essere. Sto parlando di diritti come quello alla proprietà, alla salute, alla felicità in un territorio che consenta uno sviluppo centrato sulla persona e non solo sull’aspetto economico, ad un lavoro il più possibile sicuro che garantisca un futuro. Niente potrà mai impedire a singoli cittadini di continuare a tutelare tali diritti, messi in discussione da proposte come quelle dell’azienda Sadam, che trasformerebbero la nostra stupenda città in una raffineria “succursale” dell’API, corredata da una centrale che brucerebbe olio proveniente dallo sfruttamento di paesi già fortemente provati, e riverserebbe in sul colpo sul nostro territorio, l’inquinamento paragonabile a quello di 20 mila autovetture al giorno.
Ringraziandola, colgo l’occasione per porgerle i miei più
Cordiali Saluti
MASSIMO GIANANGELI



















