E’ di questi giorni la notizia che si sta chiudendo la fase preliminare di un processo che vede, fra gli indagati, anche due dirigenti Sadam. Si tratta di un procedimento penale aperto nel febbraio 2007 che riguardava lo sversamento di fanghi derivanti da residui della lavorazione della bietola in ben 20 ettari di terreni agricoli, sequestrati poi dall’A.G. Sembrerebbe che in tali terreni siano state ritrovati rilevanti quantitativi di idrocarburi e metalli pesanti. Sempre da fonti di stampa, risulta che l’ ipotesi di reato sarebbe quella di violazione, tra l'altro, delle norme del nuovo testo unico ambientale (d.lgs. 152/2006) con riferimento all'illecita gestione e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi.
Siamo in attesa di sapere se il pubblico ministero, a seguito delle eventuali difese prodotte dagli indagati deciderà di richiedere il rinvio a giudizio dei due dirigenti Sadam, insieme agli altri 5 indagati coinvolti nella vicenda, o di archiviare il procedimento.
Si ritiene che un tale reato, se confermato, abbia portato un danno enorme a tutta la città ed a tutti i cittadini jesini. Pertanto, aspettando con fiducia gli esiti del lavoro dei magistrati, nel caso in cui le accuse fossero confermate e la fase preliminare si dovesse chiudere con un rinvio a giudizio dei dirigenti Sadam, i cittadini che fanno parte del Comitato annunciano già da oggi che si costituiranno Parte Civile nel processo.
Sorge ora spontanea una domanda: il Sindaco e l’amministrazione comunale che cosa intendono fare? Hanno intenzione anch’essi di costituirsi Parte Civile come Ente pubblico danneggiato, a tutela della cittadinanza e per ottenere il risarcimento danni eventuale, oppure intendono firmare con la Sadam un accordo di riconversione produttiva che, in assenza di un piano industriale e di dati di monitoraggio attendibili, può essere paragonabile ad una cambiale in bianco?
Siamo in attesa di sapere se il pubblico ministero, a seguito delle eventuali difese prodotte dagli indagati deciderà di richiedere il rinvio a giudizio dei due dirigenti Sadam, insieme agli altri 5 indagati coinvolti nella vicenda, o di archiviare il procedimento.
Si ritiene che un tale reato, se confermato, abbia portato un danno enorme a tutta la città ed a tutti i cittadini jesini. Pertanto, aspettando con fiducia gli esiti del lavoro dei magistrati, nel caso in cui le accuse fossero confermate e la fase preliminare si dovesse chiudere con un rinvio a giudizio dei dirigenti Sadam, i cittadini che fanno parte del Comitato annunciano già da oggi che si costituiranno Parte Civile nel processo.
Sorge ora spontanea una domanda: il Sindaco e l’amministrazione comunale che cosa intendono fare? Hanno intenzione anch’essi di costituirsi Parte Civile come Ente pubblico danneggiato, a tutela della cittadinanza e per ottenere il risarcimento danni eventuale, oppure intendono firmare con la Sadam un accordo di riconversione produttiva che, in assenza di un piano industriale e di dati di monitoraggio attendibili, può essere paragonabile ad una cambiale in bianco?
Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina
Il presidente
Marco Gambini-Rossano
Il presidente
Marco Gambini-Rossano


















