Comitato per la Tutela della Salute e dellAmbiente della Vallesina

Questo mondo lo abbiamo preso in prestito ai nostri figli. Non Bruciamogli il Futuro !!!!

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[28 Aprile 2009]Comunicato Stampa

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ILLUSIONI

Si, un po’ ci siamo illusi…

Dopo le tre serate di dibattito sulla Sadam organizzate dal team di JesiAttiva ci siamo illusi che, davanti alla incapacità e impossibilità dell’azienda di difendere la propria proposta di riconversione dalle documentate e giustificate istanze dei cittadini e del Comitato, davanti alla incapacità di spiegare il perché di una necessità di riconversione, dato che i dipendenti Sadam stanno ad oggi praticamente tutti lavorando al confezionamento ed al corporate, attività che l’azienda ha ribadito di voler mantenere comunque, davanti all’ammissione da parte della stessa azienda che da quegli impianti usciranno fumi ed emissioni altamente inquinanti, beh….ci siamo illusi che la politica e questa maggioranza capissero davvero la gravità della questione e si comportassero di conseguenza.

Ma purtroppo siamo oramai “oltre”.

Cosa vuol dire “oltre”??? Semplicemente che siamo, per alcuni nostri amministratori, all’arroganza politica allo stato puro, cioè ad una situazione in cui non c’è più neanche bisogno di dare giustificazioni: si evitano i dibattiti, a quelli dove si è “costretti” a partecipare si emettono mezzore di discorsi in politichese “a contenuti zero”, una stretta di mano, un sorriso, un ringraziamento a tutti, una formale disponibilità al dialogo, e poi, il giorno dopo, si va avanti come se niente fosse.



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Un precedente Importante

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I nostri amministratori, assessori, sindaco e consiglieri comunali, sono avvertiti....
{youtubejw}IMw3fyFqBOo{/youtubejw}

Buona visione.


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Petizione: Istruzioni per L'Uso

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E’ partita la raccolta firme per dire NO alla proposta di riconversione dello zuccherificio fatta dalla Eridania_Sadam. (cliccando sull'immagine superiore potete scaricare il modulo da compilare)

Come sapete la proposta prevede una raffineria di 250.000 Tonnellate annue di biodiesel più una centrale a biomasse da 18 MW che brucerà 30.000 Tonnellate l’anno di olio vegetale. Il tutto collegato con un oleodotto di 15 Km all’API di Falconara.

Diamoci dentro a raccogliere le firme di amici, parenti conoscenti, colleghi, ecc… Anche solo qualche firma, moltiplicata per quanti siamo, può contribuire a raggiungere migliaia di firme e spingere quindi Sindaco, Provincia e Regione a bloccare questa proposta e chiedere alla Sadam una proposta meno impattante che tuteli meglio la nostra salute e il nostro territorio.

ISTRUZIONI PER LA RACCOLTA DELLE FIRME:

  • Al link precentemente indicato, troverete il modulo per la petizione. A differenza di altre petizioni, in cui di solito c’è una tabella con tante firme, questa volta, per motivi legati alla normativa sulla privacy, ad ogni modulo deve corrispondere UNA SOLA PERSONA;
  • Il modulo è costituito da due parti: quella superiore riporta il testo della Petizione. La firma va messa sotto al testo, e vanno compilati tutti i campi anagrafici. IMPORTANTE: ci vuole un documento di identità valido.
  • Nella parte inferiore, viene riportata l’informativa sulla privacy e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali: chi firma la petizione DEVE ANCHE firmare le due  parti della privacy. RIASSUMENDO: ogni persona mette tre firme sul modulo.
  • Quando avete raggiunto un numero di firme che ritenete non potete più superare, contattateci ai recapiti sotto indicati.
  • Teneteci aggiornati sul numero di firme che raccogliete.
  • Se qualcuno dei firmatari volesse lasciare un contributo per le spese del Comitato, può fare un versamento al Conto Corrente Postale N° 94914876 intestato a “Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina”.


A questo link, potete trovare un icon Volantino Informativo riassuntivo, sullla questione della riconversione.




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Ultimo aggiornamento Domenica 17 Maggio 2009 14:49
 
Discussione (1 posts)
Re:Petizione: Istruzioni per L'Uso
Dec 30 2009 09:21:08
E' vero che il gruppo sta costruendo 2 nuovi zuccherifici a vasto e benevento dopo aver chiuso quello di jesi?
#33

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Riconversione Sadam: l'affondo del sindaco di Monte San Vito

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Ambiente, salute, turismo, eccellenze agricole ed enogastronomiche della Vallesina: tutto messo a rischio da “scelte non ponderate e soprattutto non condivise a vasta scala, fatte nel chiuso delle stanze del potere”. Il sindaco Sordoni non fa sconti e riapre il dibattito: richiama il ruolo dei sindaci e chiede il coinvolgimento di amministrazioni e comunità locali sulla questione della riconversione dello zuccherificio Eridania Sadam di Jesi.

“Non voglio in questo momento entrare nei meriti tecnici della questione. Quello che invece auspico è il coinvolgimento da parte del comune di Jesi, degli amministratori dei comuni, confinanti e no, che finora è mancato del tutto, se si esclude una convocazione, nel novembre 2008, del tavolo politico, dove i pochi comuni presenti espressero forti dubbi e perplessità sull’operazione, pareri concretizzati da delibere di consiglio dei comuni di Monsano, Monte San Vito e Rosora”.


Così esordisce il sindaco di Monte San Vito Gloria Anna Sordoni, da noi interpellata nel momento in cui si parla di decisioni sulla riconversione proposta dalla Eridania Sadam a Jesi, e l’incontro al Ministero è di nuovo slittato (previsto forse per il 7 aprile). Il primo cittadino di Monte San Vito non ha mai avuto reticenze (esprimendosi sulla questione anche in occasioni in cui altri si ritraevano guardinghi), e ora torna a ribadire la sua chiara posizione, chiedendo a gran voce un percorso partecipato e un dibattito che coinvolga tutti i Comuni della zona.


“Il territorio della bassa Vallesina è ormai da anni sottoposto ad una vera e propria aggressione di tipo ambientale. L’area perimetrata dalla Regione Marche ad elevato rischio di crisi ambientale comprende una raffineria, una centrale elettrica IGCC, un aeroporto, l’area Ex Montedison dismessa e da bonificare, una centrale a metano di 120 MW, una centrale turbogas, svincoli stradali e ferroviari, un interporto in fase di realizzazione e tante altre piccole criticità sparse”. E la Sordoni non tace neanche sul delicato nodo della salute: “i risultati dell’indagine epidemiologica condotta dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano hanno fornito dati non certo incoraggianti”.


“Sono fermamente convinta” – continua il sindaco – “che interventi così importanti (la riconversione Sadam e le due centrali API), che potrebbero incidere pesantemente sullo sviluppo dei territori vicini, sull’agricoltura, sugli sforzi che i piccoli comuni stanno portando avanti con tante difficoltà per valorizzare il turismo e le peculiarità proprie, debbano per forza essere discussi, analizzati ed eventualmente condivisi. Penso ad esempio a quello che i nostri produttori di olio e vino stanno portando avanti, all’agricoltura biologica, al ritorno delle vecchie colture, tutto questo potrebbe essere vanificato da scelte fatte nel chiuso delle stanze del potere”.


Soprattutto se si parla di un comune come Monte San Vito che “ha ricevuto l’ambito riconoscimento della Bandiera Verde Agricoltura poiché si è distinta per la storia, le azioni svolte, il disegno strategico, le spese sostenute per la salvaguardia, valorizzazione e promozione agricola, dell’ambiente e del territorio nonché delle tipicità agricole ed eno-gastronomiche locali. La creazione di un Laboratorio del turismo integrato, insieme con il comune di Morro D’Alba, ci ha permesso di sperimentare iniziative di turismo integrato (pacchetti, minitours, etc.) per lo sviluppo di percorsi agrituristici attraverso il dialogo tra soggetti pubblici e privati. Non vorrei che tutto questo venisse vanificato da scelte non ponderate e soprattutto non condivise a vasta scala”.


E quello della Sordoni è un vero e proprio giudizio politico, così raro di questi tempi in cui tutto sembra essere rimandato ai tecnici. “La politica, quella con la ‘P’ maiuscola, dovrebbe in questo momento così difficile dal punto di vista economico ed occupazionale, fare una profonda riflessione su quello che vorremmo lasciare ai nostri figli e nipoti. Il volere di pochi cozza con i bisogni di tutti. Gli interessi, seppur legittimi dei privati, non possono ledere i diritti dei cittadini”.


“Il concetto di sviluppo sostenibile" - spiega ancora il sindaco - "che comprende lo sviluppo economico e ambientale delle città e delle comunità si basa essenzialmente sulla possibilità di non compromette la qualità della vita delle future generazioni e di perdurare nello sviluppo preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali. L’obiettivo primario dello sviluppo sostenibile è di mantenere uno sviluppo economico compatibile con l'equità sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale. Per praticare un modello di sviluppo sostenibile occorre valorizzare principalmente le risorse territoriali ed ambientali. Ma se la realizzazione di un intervento produttivo agricolo ha in sé il concetto della reversibilità in quanto un uso agrario può essere ripristinato con opportuni interventi, un terreno agricolo che viene edificato per altri scopi subisce un’alterazione irreversibile”.


“La manutenzione e il recupero ad usi compatibili del territorio e la sua valorizzazione implica la necessità di un progetto di equilibrio dell’ecosistema paesaggistico, inteso come processo di riappropriazione del territorio nella sua identità culturale, materiale e produttiva da parte delle comunità locali. Occorre quindi che si determini una nuova gamma di comportamenti nella fase di conoscenza, di progettazione e nelle pratiche di intervento sul territorio”.


La Sordoni fa infine appello al ruolo dei sindaci e al coinvolgimento delle comunità e delle amministrazioni locali interessate, ritenendo fondamentale “la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, l’ascolto delle esigenze, dei dubbi di chi nell’area ci vive e ci lavora, di chi ha investito tempo e denaro per una crescita del territorio compatibile con il futuro delle nostre generazioni. Ed è qui che un sindaco, eletto per amministrare salvaguardando il bene comune, deve giocare il ruolo di primo attore. Quello che mi auguro e auspico, in nome dei cittadini di Monte San Vito che ho l’onore di rappresentare, è di non leggere sui giornali che tutto è deciso. Credo che i miei cittadini abbiano, al pari degli altri che vivono in questo territorio, il diritto di conoscere e di poter esprimere il loro parere su argomenti di tale portata”.

FONTE


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NOTA- Precisazione dell'Assessore Amagliani

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Dopo una telefonata al sottoscritto da parte dell'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani, riceviamo al nostro indirizzo mail le seguenti precisazioni
MASSIMO GIANANGELI
Comitato per la Tutela della Salute e dell'Ambiente della Vallesina

-------- Original Message --------
Subject: R: SADAM: diamo i numeri…..?! (Sesta puntata)
Date: Sun, 22 Mar 2009 11:50:35 +0100
From: Marco Amagliani < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >
To: Comitato “Tutela della salute e dell'Ambiente della Vallesina” < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >
References: < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >


Buongiorno. Sono l'Assessore Regionale Marco Amagliani. Dopo aver letto la presente nota in cui si evidenziano alcne mie presunte affermazioni sulla vicenda Sadam-Eridania di Jesi, ed in particolare rispetto ad un giudizio di merito sull'Azienda stessa, con la presente sono a comunicarvi di non aver mai espresso tali giudizi, soprattutto perchè non di mia competenza oltre che per il fatto di non aver mai avuto rapporti di alcun tipo con i titolari o i tecnici della stessa. Vi sarei veramente grato se queste mie precisazioni potesero essere fatte circolare e conoscere nelle stesse forme in cui originariamente comunicate. Ad ogni buon conto ho già informato telefonicamente della vicenda il Presidente ed il suo Vice. Grazie per l'attenzione. Ass.re Amagliani
____________________________
NOTA di MASSIMO GIANANGELI: Prendiamo atto che l'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani di Falconara, ritiene non sia di sua competenza esprimere giudizi di merito sull'Azienda. Ci chiediamo: a chi spetta, allora????


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