Comitato per la Tutela della Salute e dellAmbiente della Vallesina

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Perché ProgettoJesi non andava costituita? - Seconda parte

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Riceviamo ed inoltriamo un articolo del Dott. Massimiliano Argentati, consulente finanziario, intitolato " Perché ProgettoJesi non andava costituita? - Seconda parte " in cui si riporta una analisi dei bilanci della società Progetto Jesi srl, partecipata al 100% dal Comune di Jesi.

Cordiali Saluti

Massimo Gianangeli

Perché ProgettoJesi non andava costituita? - Seconda parte

 

Nel documento Perché PROGETTOJESI non andava costituita?“ sono state espresse delle forti perplessità da parte di chi scrive sullo studio di fattibilità ed il relativo business plan della società ProgettoJesi creata per la valorizzazione, la gestione e la dismissione del patrimonio immobiliare del Comune di Jesi: in effetti i costi relativi alla società complessivamente, nel corso degli anni presi in esame dal progetto, sembravano superare di gran lunga i vantaggi sia di natura economica sia di natura fiscale derivanti dalla costituzione della società.

E’ bene precisare che tra i costi sono stati considerati, oltre agli interessi passivi relativi all’indebitamento della società, solamente quei costi che dipendevano dalla creazione della società e che quindi senza la costituzione della stessa non si sarebbero avuti.

Pertanto, già in base allo studio preliminare di fattibilità si deduceva che il progetto di costituzione della Società, costato complessivamente ben 83.000 € (vedere la deliberazione della Giunta Comunale di Jesi n. 78 del 19 aprile 2005), non doveva essere attuato.

In questa seconda parte, analizzando empiricamente, cioè a posteriori, i bilanci della società, si giungerà alla conclusione che l’evolversi reale della situazione ha portato, per certi versi, a risultati addirittura peggiori di quelli già tutt’altro che positivi previsti negli studi preliminari.

I problemi principali riguardano, da una parte, una evoluzione di alcuni voci di costo di gran lunga peggiori di quanto preventivato e, dall’altra, l’alto livello di debito ancora presente nella società: si pensi che il solo debito verso le banche è pari a circa 7,7 milioni di euro.

Il business plan prendeva ...

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Luglio 2010 06:58
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E l'Assessore OLIVI che dice?

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E L’ASSESSORE OLIVI CHE DICE?

Le domandine erano facili facili, volutamente facili facili: “Nessuno di voi ha chiesto nulla all’ARPAM, prima di andare ad Ancona quel 15 febbraio 2010 a firmare l’Accordo Sadam che, come sapevate perfettamente, avrebbe aggiunto altro inquinamento a Jesi? Non sapevate nulla dello studio Valutazione di Impatto Sanitario del PM10 e dell’Ozono in 16 Comuni della Regione Marche nel 2007 e nel 2008 che vede coinvolta anche la città di Jesi? Oppure lo conoscevate ed avete ugualmente deciso di firmare l’accordo?

Due delle tre autorità cui le abbiamo fatte ci hanno risposto.

Con le loro dichiarazioni, l’ASSESSORE ALL’AMBIENTE Gilberto Maiolatesi ed il Sindaco Fabiano Belcecchi, MASSIMA AUTORITA’ SANITARIA CITTADINA, lasciano dedurre che prima di andare il 15 febbraio 2010 a firmare l’Accordo di Riconversione con la Sadam, o prima che ci fosse un parere di Giunta FAVOREVOLE a tale accordo (vedere qui, pagg. 22-25) non hanno pensato di chiamare l’ARPAM e di chiedere se per caso esisteva uno studio, una indagine fatta o in via di attuazione, per chiarire le problematiche sanitarie legate all’ inquinamento della nostra città. Magari, se lo avessero fatto, gli avrebbero parlato della situazione che stava delineandosi per Jesi, visto che gli ultimi accessi ai database istituzionali, per la stesura ultima dello studio, risulterebbero essere stati effettuati dall’ARPAM il 13 gennaio 2010 (vedere in bibliografia, pagg.25-28) e che la stesura finale stessa dello studio è datata 20 febbraio 2010.

I due continuano in verità le loro risposte in maniera piuttosto inaspettata. Maiolatesi sostiene “Ho avuto quello studio il 24 Maggio dal Consigliere (di opposizione, ndr) Siro Rossetti…” e ancora ““… Avevo visto che la situazione non era delle migliori. Ma dire che Jesi sia la città più problematica è eccessivo…”. Accidenti, forse all’assessore, dal 24 maggio ad oggi, è sfuggito il grafico dell’ARPAM a pag.21 che mostra chiaramente che nel 2008 Jesi ha ottenuto, insieme a Senigallia, il risultato “più problematico” di tutta la Regione Marche, con un tasso degli anni totali di vita persi attribuibili all’esposizione cronica al PM 2.5 ampliamente al di sopra di quelli delle altre città prese in esame.

Ancora più singolare appare la risposta del Sindaco Belcecchi, che dopo aver ribadito di non saperne nulla, dice di voler interpellare ARPAM, ASUR ecc… per avere conferme sulla “drammatica situazione tracciata nella ricerca”. Se la denuncia non sarà avvalorata dagli Enti preposti (si legge nell’articolo apparso sulla stampa locale) non si escludono querele nei confronti del Comitato. Forse al Sindaco sfugge un piccolo particolare: QUEI DATI E QUEI NUMERI SONO GIA’ DI ARPAM!!! Vabbè, un dettaglio… Cosa farà, Sindaco, se quei numeri non saranno confermati o, come dice lei, avvalorati? Querelerà l’ARPAM per “procurato allarme” chiedendo eventualmente, di conseguenza, l’annullamento di tutti i procedimenti basati su pareri tecnici espressi da questo Ente? Oppure querelerà il Comitato per il gravissimo reato di “diffusione di dati ufficiali forniti o pubblicati da Enti Pubblici tecnici ufficiali”?

Ora, trepidanti, attendiamo che il nostro ASSESSORE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE (sottolineiamo, sviluppo sostenibile) DANIELE OLIVI rompa questo assordante silenzio su una tema importantissimo che riguarda tutta la città e che compete ovviamente anche al suo assessorato, dandoci una risposta alle nostre domandine semplici semplici.

Anzi, approfittiamo dell’occasione, visto che egli si è preso qualche giorno in più di riflessione rispetto ai suoi più tempestivi colleghi, e ne aggiungiamo un’altra… ma sempre facile facile: “A parte i gran tavoli istituzionali ed i 68 mila euro per 12 bici elettriche (?!), quali risposte concrete, strutturali, dirette ed operative pensa di dare alla città davanti a quei numeri? Oltre a negare, ovviamente, qualsiasi parere favorevole di sua competenza a qualsiasi aumento dell’inquinamento attuale già "saturo", cosa pensa di fare per ridurlo facendoci almeno ritornare a norma di legge?”

Jesi,16 Luglio 2010

Marco Gambini-Rossano

Comitato per la Tutela della Salute e dell'Ambiente della Vallesina

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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Luglio 2010 11:14
 
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COMITATI CITTADINI JESI: Comunicato Stampa

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COMUNICATO STAMPA

Il giorno Lunedì 5 luglio 2010 i COMITATI Asse Sud, San Giuseppe, Tutela Salute e Ambiente della Vallesina, Viale della Vittoria, si sono riuniti per discutere e valutare lo stato delle diverse criticità e, più in generale, la situazione della città.

La sempre più evidente incapacità politica dell’Amministrazione cittadina di affrontare le diverse problematiche rende ormai necessario un allargamento del raggio di azione e delle questioni da affrontare, al fine di comprendere le ragioni e le cause profonde di tale mancanza totale di risposte.

La chiusura del “Palazzo” a qualsiasi istanza, supportata all’occorrenza addirittura da maggioranze o sostegni di qualsiasi tipo o provenienza, sono sicuramente sintomi di estrema debolezza ma anche causa di decisioni sempre più sbagliate per la città.

Saranno pertanto intraprese dai Comitati azioni e proposte congiunte, favorendo la più ampia partecipazione ed iniziando dal mettere a disposizione dei ittadini i sottoindicati recapiti cui segnalare suggerimenti, spunti di riflessione, problematiche di qualsiasi ordine o genere che i cittadini stessi ritengano utili da sollevare.

Jesi, 8 Luglio 2010

Comitato Asse Sud


Claudio Veroli 328-2675147

Comitato San Giuseppe


Marco Giampaoletti 331-5973478 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina
Marco Gambini 347-2960102 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comitato Viale della Vittoria
Piero Procecchiani 333-7399512


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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Luglio 2010 09:00
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Risposta a Belcecchi: "Il Sindaco che non lo sapeva..."

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Il sindaco che non lo sapeva...

Apprendiamo, con stupore, della “arrabbiata” reazione del Sindaco Belcecchi alla notizia degli studi effettuati dall’ARPAM: “Qua non è arrivato nulla, nessuno ci ha segnalato questo studio” ci dice il sindaco, ricordandoci un po' la metafora del noto modo di dire “cascar dal pero”. Si aggiunge poi nell'articolo che parla della risposta di Belcecchi: “Se la denuncia non sarà avvalorata dagli enti preposti, non si escludono querele nei confronti del Comitato”.

Ci si permettano alcune considerazioni.

In primo luogo è assai singolare che il Sindaco, riconosciuto dalla Legge come massima autorità sanitaria, con dei comitati che da due anni continuano a ripetergli come un disco rotto che la situazione sanitaria della Vallesina, e di Jesi in particolare, appare assai preoccupante, non sia stato “punto da vaghezza” di richiedere all’Arpam se fossero stati compiuti studi in tal senso; studi che tra l’altro sono pubblici e facilmente accessibili a tutti (questi alcuni esempi di link al sito dell'ARPAM da cui si possono comodamente scaricare: http://www.arpa.marche.it/doc/Pdf/epidem/Air_RiskAssessment_Marche_2009.pdf ; http://www.arpa.marche.it/doc/Pdf/epidem/AirRiskAssMarche2006.PDF ; http://www.arpa.marche.it/doc/htm/frameset_epidemiologia.htm ) .

In secondo luogo ancora più singolare appare la reazione nei confronti di chi, finalmente, ha fatto breccia nella sua attenzione, segnalando ed informando. Non gratitudine mista magari ad un po' di vergogna, come ci sembrerebbe logico che sia, ma un fare piuttosto minaccioso che si commenta da solo.

Forse il Sindaco non sa che la sua risposta potrebbe sottendere la minaccia di un danno ingiusto nei confronti di coloro che si troverebbero a difendersi da una politica la quale, anziché rappresentarli e difenderli, potrebbe danneggiarli o attaccarli.

Faccia pure i suoi controlli; ma abbia il coraggio di farli pubblicamente, aprendo un dibattito con i cittadini, con i Consiglieri Comunali, con tecnici ARPAM ed ASUR, su un tema che non ha colore e che interessa tutti.

Intanto, sarà il Comitato, che già altre volte ha agito legalmente nei confronti di esponenti di questa amministrazione ormai da anni politicamente alla deriva, a valutare se intraprendere o meno azioni legali al fine di verificare se effettivamente la problematica in oggetto sia stata sottovalutata ed eventualmente da chi.

Jesi, 6 Luglio 2010


Marco Gambini-Rossano

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Luglio 2010 06:50
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INQUINAMENTO: A JESI SI MUORE !!!

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Sono 516 gli anni totali di vita persi nel 2008 a Jesi attribuibili all’esposizione cronica alle polveri PM 2.5. Sempre nel 2008, sono invece 50[1] i decessi di persone di età maggiore di 30 anni attribuibili all’esposizione cronica sempre alle polveri PM 2.5.

Standardizzando il numero degli anni totali di vita persi, per poter confrontare i risultati di Jesi con le altre città, si vede che nel 2008 Jesi ha ottenuto, insieme a Senigallia, il peggior risultato di tutta la Regione Marche, con un tasso ampliamente al di sopra di quelli delle altre città prese in esame.

Questi solo alcuni dei numeri stimati dall’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche) in una indagine pubblicata il 20 Febbraio 2010 (tenete a mente questa data!!!) intitolata “Valutazione di Impatto Sanitario del PM10 e dell’Ozono in 16 Comuni della Regione Marche nel 2007 e nel 2008”.

A questo punto, tutte le nostre documentate preoccupazioni e denunce di questi anni, delle quali il Sindaco Belcecchi purtroppo non ha dimostrato di tener conto, sono state ufficialmente confermate, certificando una situazione che nemmeno noi ci saremmo aspettati.

Vale la pena ricordare rapidamente ai cittadini la gravità di quello che è successo in questi due anni proprio sul tema inquinamento e salute e sull’atteggiamento dei nostri amministratori politici:

  • Abbiamo portato medici specialisti di fama internazionale, come l’Oncologa Dott.ssa Patrizia Gentilini dell’ISDE, a spiegare le conseguenze dell’inquinamento sulla nostra salute.
  • Abbiamo mostrato studi internazionali e spiegato che con valori di inquinamento al di là di tutti i parametri di legge e di quelli indicati dall’OMS per la tutela della Salute, la situazione jesina appariva assai preoccupante.
  • Abbiamo esposto e spiegato pubblicamente i risultati delle due precedenti indagini dell’ARPAM relative al 2003 ed al 2006 che presentavano dati preoccupanti sulla situazione ambientale nei Comuni vicini a Jesi, anche se non avevano preso in esame la situazione di Jesi.
  • Ci siamo messi a studiare le Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) dal sito della Agenzia Regionale Sanitaria ed abbiamo pubblicamente informato la città che la situazione dei ricoveri nei reparti di Allergologia, Pneumologia, Radioterapia Oncologica, Oncologia, Oncoematologia Pediatrica è a Jesi più gravi di altre ASUR della Regione o della media Regionale
  • Abbiamo scoperto, infine, informandone i cittadini in assemblee pubbliche, che a Jesi sono quasi quadruplicate in 9 anni le esenzioni ticket per cause tumorali (fonte ASUR).

A tutte questa mole di informazioni rese pubbliche, il nostro Sindaco Fabiano Belcecchi, che la Legge riconosce come massima autorità sanitaria cittadina, il nostro Assessore allo Sviluppo Economico Daniele Olivi e il nostro Assessore all’Ambiente Gilberto Maiolatesi hanno purtroppo risposto minimizzando o ignorando. Nella fattispecie:

  • Prima l’indagine all’Asse Sud di Jesi del Novembre-Dicembre 2008, che sarebbe passata come una prova che va tutto bene (vedere Comunicato dell’Assessore Maiolatesi del 13 Maggio 2009 e del 15 Giugno 2009) se non l’avessimo pubblicamente demolita, grazie anche all’aiuto del Dott. Stefano Montanari (vedere Annuncio Assemblea Pubblica e Comunicati Stampa sulla Assemblea Pubblica del 15 luglio 2009) ed all’azione di alcuni Consiglieri Comunali, contribuendo a far sì che l’Amministrazione abbia poi chiesto di rifarla, con risultati ben diversi e ben più allarmanti della prima volta (vedere indagine “Valutazione della qualità dell’aria Via XXIV Maggio del Comune di Jesi, Settembre-Novembre 2009”).
  • Poi hanno provato sostanzialmente a dirci che non c’era nulla da preoccuparsi per quello che riguarda le neoplasie ed i tumori a Jesi (Comunicato di Belcecchi del 15/12/2009) con un articolo definito dal Medico/Consigliere Comunale Dott. Augusto Melappioni pubblicamente “UN FALSO SCIENTIFICO” (video dell’intervento all’Assemblea Pubblica del 29/12/2009)
  • E infine hanno ignorato tutto e tutti (compreso i risultati dei Forum, le delibere del Consiglio Comunale ed un Esposto alla Procura della Repubblica al quale ovviamente abbiamo allegato anche tutti gli studi sopra citati), andando a sottoscrivere il 15 Febbraio 2010 (occhio alle date!!!) l’Accordo di Riconversione con la Sadam per aggiungere alla nostra situazione già pesantemente provata, altre tonnellate di polveri e di inquinanti altamente dannosi per la salute. Infatti, la stessa Sadam, nei dati presentati al Consiglio Comunale, parla di 9,6 tonnellate di polveri all’anno (più 41,66 t/anno di NOx e 48,65 t/anno di CO e 1,22 qli/anno di Metanolo) come emissioni inquinanti della nuova centrale a biomasse e dell'impianto di produzione di biodiesel che ha intenzione di costruire a Jesi.

Oggi anche l’ARPAM conferma che a Jesi c’è una situazione ambientale e sanitaria non più tollerabile

Adesso, diciamo “BASTA!!!”. Pretendiamo immediatamente il RISPETTO dei nostri DIRITTI e l’avvio del RISANAMENTO previsto dalla normative vigenti. Altro che Convenzioni con Sadam per ulteriori centrali e ulteriori fonti inquinanti, senza neanche un progetto ed ancora prima della procedura di VIA, come qualcuno ha avuto il coraggio di richiedere qualche giorno fa….

E pretendiamo poi che il Sindaco Fabiano Belcecchi, che rappresenta come già ricordato la massima autorità sanitaria cittadina, l’Assessore allo Sviluppo Economico Daniele Olivi e l’Assessore all’Ambiente Gilberto Maiolatesi, rispondano ciascuno con un SI’ o con un NO a queste semplici domande:Nessuno di voi ha chiesto nulla all’Arpam, prima di andare ad Ancona quel 15 febbraio 2010 a firmare l’Accordo Sadam che, come sapevate perfettamente, avrebbe aggiunto altro inquinamento a Jesi? Non sapevate nulla di questo studio? Oppure lo conoscevate ed avete ugualmente deciso di firmare l’accordo, fatalità CINQUE GIORNI PRIMA della sua pubblicazione ufficiale?

Cari cittadini jesini, quale delle due risposte possibili è secondo voi… la PIU’ GRAVE???

Jesi,1° Luglio 2010

Marco Gambini-Rossano


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[1] Poiché per convenzione si ammette che i decessi attribuibili all’esposizione cronica al PM2,5 siano avvenuti a metà anno, il numero di anni di vita persi nell’anno della simulazione può essere interpretato come la metà dei decessi attribuibili all’esposizione cronica al particolato fine presente in atmosfera” ARPAM – “Valutazione di Impatto Sanitario del PM10 e dell’Ozono in 16 Comuni della Regione Marche nel 2007 e nel 2008” – Pagina 14. Quindi il numero di 50 decessi si ottiene moltiplicando per 2 il numero degli anni di vita persi per tutte le cause (escluse le violente), cioè 25, indicato nella Tab.13 a pag.18.



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