Lunedì 13 Luglio 2009 10:38
Marco.Manno
News -
Salute
Non so se è capitato anche a voi… di RUGGERO RIDOLFI -
Non so se è capitato anche a voi, ma di fronte ad alcune imponenti costruzioni del passato come il Colosseo, le Piramidi o il Partenone, io mi sono trovato a pensare a quale potesse essere stato il prezzo di vite umane sacrificate per quelle straordinarie opere. Certo in quelle epoche antiche il sangue ed il sudore di schiavi trattati come bestie non destavano scalpore o meraviglia ed a tutt’oggi probabilmente nessuno storico potrebbe neanche azzardare quale sia stato il “costo delle opere” in vite umane. Nella considerazione della Storia il numero dei morti, in genere, conta poco. A noi resta la “consolazione” di ammirare grandiose opere, testimonianze del potere antico di pochi, che governavano, con la forza e con il potere della ricchezza, moltitudini di persone senza diritti.
Oggi fortunatamente non è più così; oggi, soprattutto nei Paesi Occidentali, dopo le varie rivoluzioni violente o culturali degli ultimi due secoli, è sancito il rispetto della vita umana e del diritto di tutti.
E’ descritto in tutte le Carte Costituzionali il diritto alla Salute, come momento fondamentale della Legge, che ci tutela garantendoci protezione e cura contro ogni malattia.
Sono migliorate drasticamente le condizioni igienico sanitarie e si è allungata notevolmente la vita media che ormai supera, in Italia, gli 80 anni. Anche nella battaglia contro il cancro, nonostante non si siano trovate soluzioni vincenti per una vera e propria guarigione, la sopravvivenza è notevolmente aumentata, grazie a nuove armi terapeutiche ed alla diagnosi precoce. I dati di incidenza (nuovi casi/anno), tuttavia, indicano che la gran parte dei tumori è in aumento.
Si potrebbe pensare che questo dipenda dall’invecchiamento della popolazione, ma l’aumento dei tumori infantili (in Italia aumento del 20% negli ultimi 10 anni, nelle Marche 100% in 10 anni.. siamo fortunati n.d.r.) e quello di tumori propri delle fasce giovanili (linfomi, leucemie, sarcomi, carcinomi mammari) paiono essere molto probabilmente più correlabili a cause ambientali.
Negli ultimi due secoli, mentre le rivoluzioni sociali hanno portato alla liberazione delle popolazioni più indifese dalla fame e dalla miseria, la rivoluzione industriale ha portato insieme al lavoro un inquinamento progressivo del mondo con l’immissione nell’atmosfera, nel suolo nelle acque e nel cibo di centinaia di sostanze pericolose, spesso incontrollate.
In una società in cui è l’Economia che controlla la Politica, e non il contrario, la tutela della salute e dell’ambiente passa in secondo piano, così, ancora una volta, la Storia ci racconta nuove e vecchie “Lezioni” in cui vengono contate a migliaia le morti sacrificate al potere economico.
L’European Environment Agency che ha sede a Copenhagen ha pubblicato nel 2001 un documento “Late Lessons from early warnings” in cui vengono riportate le esperienze di casi “storici” in cui precoci segnali di allarme, spesso colpevolmente sottovalutati e misconosciuti per anni, avrebbero potuto salvare migliaia di vite umane dalla morte e dal cancro (1).
Già nel 1898 L. Deane descriveva la potenziale cancerogenicità dell’asbesto nel Regno Unito, ma è stato necessario il trascorrere di un secolo (1998) perché il Governo Inglese decidesse di metterlo definitivamente al bando: la stima è di aver avuto 3000 morti per anno a causa dell’asbesto nel solo Regno Unito e di prevederne ancora inevitabilmente altri 250.000-400.000 in tutta Europa nei prossimi 35 anni. Non è finita qui: esistono tuttora Paesi (Russia, Cina, Canada, Brasile…) che continuano a commercializzare amianto e Paesi ricchi “più virtuosi” che continuano ad inviare alla demolizione vagoni e vecchie navi in Paesi poveri, sfruttando vergognosamente le loro permissive o inesistenti legislazioni sul lavoro.
Dalle lezioni del passato emergono altri aspetti inquietanti, come ad esempio la valutazione del concetto di permissività/pericolosità nel tempo e nei differenti Paesi: nel 1946 si giudicava ufficialmente accettabile una concentrazione di benzene di 100 ppm, nel 1978 il valore è stato ridotto a 10 ppm, poi nonostante le conoscenze di base fossero sostanzialmente quelle già note negli anni 40, negli USA il limite massimo accettabile è stato portato a 0,3 ppm.
L’evoluzione dei limiti delle concentrazioni giudicate pericolose sembra, dunque, evolversi solo con la consapevolezza dei cittadini, che pagano sulla loro pelle gli effetti nocivi dei diversi composti. Ma in questa battaglia si devono battere contro i potentati economici che difendono con ogni mezzo i loro profitti, come se l’inquinamento ambientale non li riguardasse affatto.
Le ragioni della salute e quelle del mercato non vanno d’accordo, e quando NON n “si fa business” anche la Scienza sembra diventare muta cieca e sorda.
Mentre la Prevenzione Primaria delle malattie infettive viene applicata con rigore, almeno nei Paesi Occidentali, e nessuno si sogna di considerare batteri e virus non egualmente patogeni in Paesi diversi, la Prevenzione Primaria del cancro di origine ambientale si è spesso scontrata con ingiustificati o malintenzionati scetticismi. Spesso addirittura si sono sollevate aperte ostilità da parte di chi sentiva i propri profitti ed interessi finanziari minacciati.
Alcune sostanze sono riconosciute cancerogene in alcuni Paesi e non in altri e soprattutto le concentrazioni ammesse variano enormemente come se la capacità di indurre il cancro di diversificasse a seconda dei confini(2).
Si fissano norme ridicole o pressoché inesistenti come per esempio nel controllo dell’emissione di veleni dai camini degli impianti di incenerimento: la legge dice che è sufficiente un controllo 3-4 volte l’anno per 6-8 ore! (3).
Non so se capita anche a voi, ma io non riesco a non indignarmi di fronte al proseguire di un conteggio di morti annunciate e del tutto evitabili, che la Storia continua implacabilmente a registrare, a causa di pochi che con l’arroganza del potere continuano a pensare solo al Business, con la stupidità di chi neppure si accorge di essere un passeggero della stessa barca che sta facendo affondare.
Ruggero Ridolfi Oncologo, Endocrinologo FORLI’
(1) Late lessons from early warnings: the precautionary principle 1896-2000; http://www.eea.eu.int; 2001 (2) L. Tomatis. “Come dovrebbe cambiare la Prevenzione Primaria”; Epidemiol. e Prevenz. 29(5-6); Suppl 8-12; 2005 (3) J Thompson, H Anthony: “The Health Effects of Waste Incinerators” 4th Report of the British Society for Ecological Medicine; 2nd Ed. June 2008; p 47.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Luglio 2009 06:19
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Dopo un lungo periodo di silenzio da parte delle istituzioni e dell’azienda sulla problematica della riconversione Sadam, non vorremmo che, passata la “prudenza” pre-elettorale, si cerchi oggi di dare una brusca accelerata da parte del Sindaco e dell’amministrazione comunale per chiudere entro luglio la partita della sottoscrizione dell’accordo.
Pertanto, portiamo a conoscenza la cittadinanza ed i consiglieri comunali tutti di una notizia che ci viene segnalata dagli amici del comitato di Castiglion Fiorentino, anch’essi membri del Coordinamento dei Comitati ex Sadam insieme a noi ed ai comitati di Fermo e Russi.
A Castiglion Fiorentino l’accordo di riconversione è stato siglato il 10 dicembre 2007. Da tale data, le opinioni degli enti sottoscrittori dell’accordo sembrerebbero molto cambiate, e sembra si stia cercando di tornare indietro dall’accordo. Ad esempio possiamo leggere i seguenti articoli (Fonte: ArezzoNotizie) L’impegno dei candidati alla provincia per il no alla centrale - Riconversione area ex zuccherificio – Clamoroso voltafaccia a Castiglion Fiorentino
Alla luce di tutto ciò, lo scorso 3 giugno 2009 l’ingegner Raimondo Cinti, amministratore delegato di PowerCrop (la società del gruppo Maccaferri che dovrebbe costruire anche la centrale a biomasse di Jesi) ha “ricordato” al Sindaco di Castiglion Fiorentino che..."Le firme con cui si sottoscrivono i protocolli e gli accordi, come quello stipulato presso il Ministero dell'Agricoltura il 10 dicembre 2007 per la riconversione, sono atti vincolanti per chi appone il proprio nome e non dei semplici graffiti nel libro degli ospiti di un museo. Per questo motivo DOBBIAMO (il maiuscolo è nostro, ndr) fare presto. Ricordo che il documento finale fu sottoscritto dai rappresentanti istituzionali di Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Castiglion Fiorentino, dai sindacati, Sadam e Powercrop.” (Fonte – ArezzoNotizie)
Riteniamo che le parole dell’Ing.Cinti di poche settimane fa a Castiglion Fiorentino possano fungere da monito anche per i nostri amministratori jesini, soprattutto per quelli che, favorevoli alla firma dell’accordo, hanno nei mesi passati dichiarato più o meno esplicitamente che la firma dell’accordo di riconversione non avrebbe un carattere vincolante e che, anche dopo la sottoscrizione dell’accordo, in qualsiasi momento si potrebbe tranquillamente intervenire per “tornare indietro”.
Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Giugno 2009 07:44
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INQUINAMENTO, SALUTE, DIRITTO ALL’ INFORMAZIONE: Qual è la situazione a Jesi?
Siamo in una Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, con una elevatissima concentrazione di impianti altamente inquinanti, eppure è tutto a norma di legge e alcuni vorrebbero autorizzare una nuova centrale ed una nuova raffineria alla Sadam. Abbiamo zone della città intasate di traffico quotidianamente dalle 17 alle 20 (vedi ASSE SUD), eppure è tutto a posto, è tutto a norma di legge.
COME E’ POSSIBILE TUTTO CIO’????
Ne discuteremo insieme in una ASSEMBLE PUBBLICA che si terrà Mercoledì 15 luglio 2009 alle ore 21.15 presso il locale “IL CANTINONE” di Via San Marino (dentro Porta Valle).Partiremo dall’analisi della relazione dell’ARPAM “Valutazione della qualità dell’aria Via Prato del Comune di Jesi”. L’analisi della relazione ARPAM è stata effettuata in collaborazione con il Dott. Stefano Montanari del Laboratorio Nanodiagnstics di Modena. Parleremo inoltre delle centraline di monitoraggio, delle validazioni dei dati e della situazione generale dell’inquinamento. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare per discutere insieme del nostro diritto a essere informati e dei diritti primari come quello alla salute e quello della tutela delle nostre proprietà. Invitiamo il Sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi, in quanto massima autorità responsabile della salute pubblica, l’ assessore all’Ambiente del Comune di Jesi Gilberto Maiolatesi, tutti i Consiglieri Comunali, gli assessori all’ambiente di Provincia e Regione, l’ ARPAM, la ASL, l’ Autorità Giudiziaria e tutte le Autorità competenti a partecipare all’Assemblea.
Comitato Asse Sud Claudio Veroli
Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina Massimo Gianangeli
Jesi, 10 Luglio 2009
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Martedì 16 giugno 2009 si è riunita l’assemblea del Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina Nel corso della riunione si è esaminato lo stato della situazione della cosiddetta riconversione Sadam.
Di fronte alla carenza di notizie ufficiali, l’assemblea ha dato mandato alla Presidenza di chiedere formalmente al Sindaco se lo stesso abbia in animo di firmare la “cambiale in bianco” dell’ accordo di riconversione Sadam-Comune di Jesi.
Ciò a maggior ragione, visto che sia Fermo sia Castiglion Fiorentino, altre realtà “in riconversione” dove l’accordo era stato già siglato, hanno annunciato di voler di recedere.
La Presidenza è incaricata anche di coinvolgere tutti i consiglieri comunali.
All’assemblea ha partecipato una delegazione del “Comitato Asse Sud” che si batte per la vivibilità dei cittadini coinvolti dall’asse sud, più del 10% della popolazione jesina.
I problemi – polveri sottili, danni alla salute, svalutazione degli immobili – sono identici. Pertanto i due comitati hanno deciso di integrare l’azione e di preparare una serie di iniziative che verranno successivamente precisate.
Per il Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina Massimo Gianangeli
Per il Comitato Asse Sud Claudio Veroli
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