Comitato per la Tutela della Salute e dellAmbiente della Vallesina

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Comitato per la Tutela della Salute e dell'Ambiente della Vallesina

BILANCIO DEL COMUNE DI JESI: Considerazioni sul DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINE LEGISLATURA del Sind

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Riceviamo ed inoltriamo una accurata analisi del Documento Programmatico sulla base del quale il  Sindaco dimissionario di Jesi Fabiano Belcecchi sta cercando di riottenere una maggioranza in Consiglio Comunale.
L'analisi è stato redatta dal Dott. Massimiliano Argentati, consulente finanziario, e tratta della parte del Documento Programmatico relativa  al Bilancio del Comune.
Cordiali Saluti

Massimo Gianangeli

__________________________________

Considerazioni sul

DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINE LEGISLATURA

relativamente al BILANCIO

Il Sindaco dimissionario di Jesi Fabiano Belcecchi sta tentando di ritrovare una maggioranza, più o meno allargata, sulla base di un DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINE LEGISLATURA” che sta girando da qualche giorno fra partiti e consiglieri di maggioranza e fra alcuni di opposizione.
Ovviamente, nel documento del Sindaco si fa riferimento anche all’ ampio lavoro da fare per quello che concerne le politiche finanziarie del nostro Ente.

A questo link http://files.splinder.com/ef1867eb8b51e1f230285429471941c3.pdf è possibile leggere quanto proposto dal Sindaco nella bozza del 7 giugno 2010 per la parte relativa al Bilancio del Comune.

In particolare, si parla di un intervento strutturato in tre diversi punti:

  1. implementare e migliorare il progetto patrimonio avviando una seconda tornata di dismissioni di beni non strategici verso la società veicolo PROGETTO JESI srl;
  2. razionalizzare la spesa del comune attraverso una serie di attività volte alla rivisitazione dei “modelli” di spesa e non solo con logiche minimaliste volte alla riduzione sic et simpliciter dei livelli di spesa senza il ripensamento ai modelli di erogazione dei servizi;
  3. migliorare la capacità di entrata attraverso miglioramenti organizzativi delle strutture esistenti (superamento della logica della riscossione frazionata) oltre che avvio di politiche straordinarie di recupero dell’evasione.

Ritengo che le proposte fatte dal Sindaco nello sviluppo dei punti suddetti siano piuttosto inadeguate e troppo generiche a fronte della grave situazione di bilancio del Comune.

Di seguito, entrerò nel dettaglio dei tre punti sviluppati, cercando di chiarire il perché di questa considerazione. Invito caldamente i consiglieri vecchi e/o nuovi e/o “potenziali” di maggioranza ad una approfondita riflessione poiché purtroppo, la situazione economica è oggettivamente non più sostenibile e quindi non è più possibile concedersi errori o perpetuare prassi di gestione paragonabili a quelle che hanno portato allo stato attuale.

1) Per quanto riguarda le alienazioni patrimoniali, il Sindaco sta sostanzialmente rilanciando la “mega” operazione ProgettoJesi . Tale società, una Srl a intera partecipazione del Comune di Jesi costituita in base alla Delibera del Consiglio Comunale N°54 del 21/04/2006, avrebbe dovuto agevolare, con benefici e vantaggi economici rispetto ad una gestione in house, la procedura di cartolarizzazione, valorizzazione, gestione e dismissione del patrimonio comunale.

Riporto, in allegato, un approfondimento del conto economico e del business plan, intitolato Perché ProgettoJesi non andava costituita? in base al quale si deduce che la società veicolo ProgettoJesi srl non doveva nemmeno essere costituita perchè era già evidente che i costi sostenuti dal Comune sarebbero stati superiori ai benefici.

Il censimento immobiliare deve essere fatto a prescindere da ProgettoJesi, vista anche la Deliberazione n.100/2009/PRSE del 17 giugno 2009 della Corte dei Conti (Allegata).

La riduzione del debito al fine di ridurre le rate di mutuo e di interessi andava fatta molto prima visto che la riduzione del debito negli ultimi anni è stata di molto inferiore al valore dei beni patrimoniali alienati.

2) Per quello che concerne il punto 2) il Sindaco sta proponendo l’adozione del modello cosiddetto “zero-base budgeting = impostazione di bilancio a base zero (l'impostazione di un bilancio comunale che prescinde dalle voci di spesa presenti nel precedente bilancio e che impone la giustificazione di ogni spesa prevista per il periodo cui si riferisce)”.Tale modello viene definito dal Sindaco come “più facile da attuare di quanto si possa pensare” e viene presentato nella bozza di programma di fine legislatura come un approccio nuovo per raggiungere l’obbiettivo di abbassamento del tetto di spesa.

Mi permetto alcune considerazioni a riguardo.

Il modello zero-based budgeting richiede per la sua applicazione tempi elevati ed un’elevata documentazione, inoltre quando viene adottato nell’azienda incontra sempre una certa resistenza da parte dei manager coinvolti.

Nella razionalizzazione delle spese la prima cosa da fare è distinguere le spese necessarie per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti fondamentali del comune da quelle superflue, in modo da vedere il margine di manovra: per assurdo se la riduzione delle spese superflue fosse sufficiente a coprire il disavanzo strutturale è evidente che le spese superflue dovrebbero subire drastici tagli; al contrario se, anche eliminando le spese superflue, lo squilibrio non fosse sanato allora andrebbero monitorate attentamente le spese necessarie utilizzando anche il zero-based budgeting.

Aggiungo una breve e generale proposta, che mi auguro possa essere condivisibile.

Credo che questo “programma di fine legislatura” dovrebbe dare per primo l’esempio sul rigore del bilancio: cosa intendo dire?

Nel programma sono previste opere pubbliche ed interventi da realizzare fino alla fine della legislatura: questi interventi andrebbero tutti quantificati economicamente specificando se hanno già la copertura necessaria in bilancio, oppure se richiedono una copertura finanziaria aggiuntiva che modificherebbe inevitabilmente il bilancio previsionale appena approvato. Certamente può sembrare un compito gravoso, ma la trasparenza nei confronti dei cittadini è d’obbligo al fine di evitare spiacevoli sorprese.

3) Nulla da dire sulla lotta all’evasione fiscale, tuttavia se la creazione di uno Sportello/Ufficio Unico delle Entrate proposta dal Sindaco nel suo “DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINE LEGISLATURA” comportasse aggravi di spesa, allora sarebbe necessario un forte incremento dell’importo recuperato attraverso i tributi evasi (ovviamente maggiore degli aggravi di spesa), altrimenti la sua costituzione non avrebbe senso. Viene da chiedersi se sia stata fatta almeno una prima stima costi/benefici, ovvero di quanto potrebbero essere le maggiori entrate derivanti dalla creazione di questo nuovo apparato visto che nella bozza di “DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINE LEGISLATURA” non viene riportata. Altrimenti, senza numeri chiari, di che parliamo?

ALLEGATI:

- DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINE LEGISLATURA – Parte relativa al Bilancio :

http://files.splinder.com/ef1867eb8b51e1f230285429471941c3.pdf

- APPROFONDIMENTO SU PROGETTO JESI SRL: “Perché ProgettoJesi non andava costituita?” : http://files.splinder.com/740f3f4ad9885aec07c1093ca6efe69b.doc

- Delibera del Consiglio Comunale del Comune di Jesi N°54 del 21/04/2006 “OGGETTO: Valorizzazione, gestione e dismissione del Patrimonio Immobiliare Comunale – Costituzione Società <> SRL” : http://files.splinder.com/eb7e26aeb50438970b8b109514584c00.rar

- Deliberazione n. 100/2009/PRSE del 17 giugno 2009 della CORTE DEI CONTI – SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LE MARCHE : http://files.splinder.com/8beb369337a76adbe3025d21b6e85950.pdf

Jesi, 12 giugno 2010

Dott. Massimiliano Argentati



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LETTERA APERTA AL SINDACO DI JESI FABIANO BELCECCHI

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LETTERA APERTA AL SINDACO DI JESI FABIANO BELCECCHI

 

Preg.mo Sig. Sindaco

(non vorrei partire subito con brutte figure, ma penso si possa continuare a chiamarLa così anche durante questa fase dimissionaria) mi permetto di rubarLe qualche minuto del suo preziosissimo tempo, sicuramente piuttosto occupato in questi giorni, per scriverLe queste poche righe, al solo fine renderla partecipe, se vuole, di alcune semplici riflessioni.

Parto da un episodio accaduto circa un anno e mezzo fa, perché lo ritengo, alla luce di ciò che sta succedendo a Jesi in questi giorni, piuttosto significativo. Forse non se lo ricorda, ma il 22 novembre 2008, Lei aveva convocato presso l’Aula Consiliare del Comune di Jesi una riunione congiunta della Commissione Politica e della Commissione Tecnica del Comune sulla questione Sadam, unitamente ad alcuni tecnici dell’Azienda. Eravamo ancora agli inizi della vertenza, ma già la tensione in città era piuttosto alta. Forse si ricorderà che Lei aveva intenzione di fare quella riunione a porte chiuse, senza pubblico. Ma trovando in Sala numerosi cittadini già sul posto mezz’ora prima, per altro muniti di telecamera e registratori, ha deciso giustamente di lasciarci ascoltare quel confronto. In quella sede, mi creda, fremevo nel sentire alcuni tecnici dell’Azienda o della Commissione Tecnica proferire affermazioni piuttosto facilmente smentibili (come poi abbiamo dimostrato al forum tecnico) senza avere la possibilità di controbattere, almeno per qualche minuto, alla notevole mole di informazioni abbastanza fuorvianti o poco complete che venivano date.

Al termine di quella lunga riunione, venni da Lei, e fra le diverse cose che le dissi, mi ricordo una frase, che forse in questi giorni le sarà ritornata in mente: “Signor Sindaco, guardi che su questioni come questa, tenendo posizioni come le sue, ci cadono le maggioranze, ci si può andare anche a casa, e comunque, diventa difficile governare una città..”. Lei mi rispose molto convintamente: “Non ti preoccupare, non casca niente…!!!”.

Perché le ricordo questo episodio? Sicuramente non per uno sterile “Te l’avevo detto!” degno solo di persone insicure o poco motivate. Ma solo ed esclusivamente per mettere in evidenza quanta convinzione e determinazione ci sono nel voler raggiungere il nostro obbiettivo di fermare QUESTA riconversione proposta dalla Eridania e di tutelare la salute ed i diritti nostri e dei nostri figli.

Assieme agli altri amici del Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina, siamo persone estremamente determinate che non hanno nulla da chiedere né da perdere. Ecco perché Sig. Sindaco, siamo arrivati fin qui. Ecco perché non ci siamo fermati neanche davanti a possibili gravi ripercussioni sulla Amministrazione politica della città. Non pensi che sia stato facile decidere di andare comunque avanti, anche se per i nostri obbiettivi di tutela dei diritti si rischiava di poter arrivare a dove siamo arrivati oggi. Non pensi che sia stato facile sostenere le responsabilità personali sempre più grandi che tali decisioni hanno portato. Ma alla fine, non abbiamo mai esitato a continuare, ad unirci con chi condivide la nostra battaglia (senza preclusioni ideologiche o partitiche) ed ad andare contro chi invece continua a “sostenere l’insostenibile” (ancora, senza sconti ideologici o partitici).

Fino ad arrivare (e se necessario ad andare ben oltre) alla profonda e lacerante crisi politica di oggi, con un Consiglio Comunale che ormai ha dimostrato almeno tre volte di non riconoscersi nelle sue decisioni. E tutt’e tre le volte, su questioni cruciali.

 

Non le nascondo che non è stato per me per nulla piacevole mettere il Sindaco della mia città così in difficoltà. Non mi è piaciuto per niente essere stato costretto a metterLa troppe volte, documenti alla mano, in estremo imbarazzo davanti a decine di cittadini. Mi creda, Sig. Sindaco, non è nel mio carattere e quindi ero profondamente a disagio quelle volte in cui il Sindaco della mia città arrossiva dopo la pubblica lettura di un documento che smentiva quello che Lui aveva detto pochi minuti prima. Non è stato facile vedere la sua faccia al forum civico davanti a 300 persone quando leggevo da chi erano stati condivisi gli spin off all’Università; o al confronto all’Acli di San Giuseppe, o al forum tenuto nella Redazione di un noto quotidiano locale, dove ha dovuto subire pubblicamente davanti ai giornalisti, l’annuncio dell’Esposto da noi presentato alla Procura, atto che siamo stati costretti a compiere, perché alle domande che abbiamo posto per mesi e mesi sulla situazione fuori controllo, purtroppo ( e sottolineo con estremo dispiacere questa parola) Lei non ci ha mai risposto adeguatamente, per cui adesso gliele abbiamo fatte porre da un Giudice.

 

Mi permetta di esternare una certa mia ammirazione nei suoi confronti: personalmente, non avrei retto, e se fossi stato al suo posto, avrei sicuramente cambiato le mie opinioni ben prima, oppure mi sarei dimesso. Non ce l’avrei fatta… Non ho davvero una simile caparbietà. Mi ricordo la scena di un cittadino che nel novembre del 2008, in occasione del dibattito organizzato al PalaConvegni dai ragazzi di JesiAttiva, pacatamente, le chiese di dimettersi dopo la serata. Ecco, Sindaco, non so come ha fatto, io sarei scappato lontano dopo tutti questi episodi…

 

Ma oggi, la domanda che si fanno in molti è: Dove vogliamo arrivare? Dove dobbiamo arrivare? Oggi Lei, dimissionario, si sta riproponendo per salvare la sua legislatura con un allargamento della maggioranza. Oggi Lei sta chiedendo un appoggio a persone, movimenti, Consiglieri, che fino all’altro ieri erano oggetto di ferocissimi attacchi da parte sua, del suo Partito, della sua Giunta. O che, da dentro la maggioranza, si sono opposti in maniera palese ed inequivocabile ad alcune sue scelte.

Pensi che se otterrà tale appoggio, questi Signori si troveranno a dover affrontare gli stessi identici problemi che hanno portato alla crisi; magari da un posto in Giunta a seguito di rimpasto. O forse, come semplice appoggio esterno. E Lei ha già fatto chiaramente capire che su nessuno dei temi principali che hanno portato alla crisi farà un chiaro e sostanziale passo indietro. Basti pensare al suo decreto sindacale con il quale ha dato mandato di far costituire il Comune di Jesi in giudizio avverso il Ricorso al TAR relativo all’accordo di riconversione Sadam. Un decreto Sindacale firmato il giorno stesso delle sue dimissioni! Vede, la legge prevede che il Comune potrebbe anche non costituirsi. Chi è il Comune, infatti? Il Sindaco o il Consiglio? Poiché il merito del ricorso è basato anche sul fatto che il Consiglio aveva deliberato di non firmare l’accordo tre giorni prima che Lei lo firmasse ugualmente, al di là della legittimità o meno del suo Decreto Sindacale, sarebbe stato, come spesso si usa fare in situazioni simili, politicamente opportuno tenere fuori il Comune dal ricorso, non impegnare risorse e soldi pubblici per entrare nel procedimento e, nel frattempo, usufruire comunque della possibilità di difendere le Sue posizioni: contando infatti sulla sua correttezza politica, nel ricorso oltre che il Comune (parte citata obbligatoriamente) Lei è stato citato personalmente, in modo tale da darLe la possibilità di difendersi e difendere le sue posizioni in giudizio senza gravare sul Comune e senza esporlo ulteriormente a forzature istituzionali.

Ci dispiace che Lei non abbia colto questa opportunità, che, ci creda, avremmo gradito e pubblicizzato, per dargliene atto, presso tutti i nostri contatti. Ci auguriamo che anche questo delicato aspetto diventi oggetto di dibattito fra vecchi e/o nuovi alleati, interni o esterni...

 

Che succederà allora, quando coloro che le hanno teso una mano “per senso di responsabilità” (?) si ritroveranno ad affrontare quelle problematiche che li hanno visti in prima linea contro le sue scelte, tuttora per Lei immodificabili? Che succederà quando alcuni Consiglieri che sono stati fra coloro che hanno contribuito a demolire la bufala del Commissario ad acta, si ritroveranno a dibattere e votare sulla questione Sadam? Che succederà quando alcuni consiglieri, importanti per chiarire la irricevibilità di alcune Sue rassicuranti affermazioni sulla situazione sanitaria jesina, si ritroveranno a discutere con Lei di certi temi? Cosa faranno se Lei ha dimostrato chiaramente che non si muove di una virgola sulla questione del Direttore Generale, sulle partecipate decisamente poco utili, sui mega progetti dalle mega consulenze, pubblicamente mai digeriti da costoro? Dovranno diventare protagonisti di clamorosi voltafaccia? Dovranno dire pubblicamente che facevano tutto solo perché erano seduti dall’altra parte o perché facevano parte di correnti o movimenti minoritari all'interno della maggioranza? Dovranno fare la parte dei voltagabbana? Dovremmo assistere noi cittadini ad uno spettacolo in cui da una parte si cercano amici in quelli che fino a poco fa erano ferocemente considerati “antagonisti politici” e dall’altra, si hanno dei clamorosi voltafaccia? Quale potrebbe essere la risposta? Cosa farebbero i cittadini? Ma pensa davvero che sia possibile una roba del genere? Pensa davvero sia accettabile o utile per la città? Pensa che, con una città in cui i Comitati ed i cittadini si sono organizzati ed hanno ormai una rete solida e strutturata, azioni del genere, forse fino a pochi anni fa mimetizzabili, possano passare inosservate? Che ne sarà del giudizio che la gente ha della politica (già oggi piuttosto pessimo, purtroppo…)? Quali saranno, a quel punto, gli unici movimenti che avranno dimostrato di saper tenere la barra dritta sulla tutela dei diritti, senza cedere neanche di un millimetro? E a quel punto, pensate che sarà evitabile una presa di coscienza da parte della gente di tutto ciò, con conseguente obbligato intervento diretto per far sì che i cittadini si riprendano le “chiavi di casa”? Pensate che la gente continuerà all’infinito a cercare la soluzione dei propri problemi continuando a votare coloro che hanno gestito la città mentre tali problemi sorgevano e si acuivano?

 

Quanto ai Comitati, Sig.Sindaco, debbo riconoscere che Lei, giustamente, non ha fatto mai nei loro confronti attacchi generalizzati. Non ha mai detto, come hanno fatto alcuni suoi colleghi Sindaci ed alcuni suoi indegni colleghi di partito o di maggioranza, “Basta co’ ‘sti comitati che nascono per tutto,che cercano solo visibilità… Quelli del NO a tutto, ecc…Ambientalisti strabici, ecc…” Lei, almeno ci ha provato ad entrare un po’ nel merito. Nel ringraziarLa per questo, mi permetto di pensare che forse ciò è stato facilitato anche dal fatto che il nostro Comitato non ha mai fatto attacchi generalizzati ed anti-politici: siamo sempre stati sulle questioni, ed abbiamo sempre criticato (a volte duramente) nel merito, e sempre facendo nomi e cognomi, senza generalizzare. Penso che la politica sia fatta di persone, e penso che ci sia il buono ed il cattivo come in tutto. Per questo siamo sempre stati attenti a non fare sparate generaliste e qualunquiste. E penso che sia per questo che Lei non lo ha mai fatto nei nostri confronti.

 

Bene. Non so se Lei rimarrà o se arriverà un Commissario “vero” a Jesi.
Ma penso che occorre ripartire comunque almeno da questa condivisione di metodi, chiunque arrivi o rimanga.

 

Sicuramente non me ne intendo di “politica”, ma ritengo che a Jesi, e non solo, serva davvero qualcosa di nuovo. Di semplicemente, “stupidamente” nuovo. Credo nel ritorno della semplicità, delle cose semplici, chiare e dirette. Diffido di chi inizia i discorsi con “E' una questione complessa...”. Di solito, si arriva a situazioni (troppo) complesse quando le scelte operate non sono chiare e semplici da subito: se una cosa porta benefici alla collettività, la si fa, altrimenti no. E se qualcuno dimostra che una opinione, anche se proveniente da una Autorità, non ha senso, si deve essere capaci di cambiarla, andando anche contro i diktat delle segreterie di partito, se necessario.

Penso che serva questo tipo di semplicità alla nostra gente. Penso che serva una classe dirigente capace di ritornare a questo. Forse è questa ricerca del semplice bene comune, quel nuovo che tanti proclamano o cercano. Senza colori o bandiere. Ben lontano quindi dalle ormai ridicole, se non addirittura offensive per l’intelligenza dei cittadini, contrapposizioni più o meno finte e da secolo scorso.

Serve una Politica in grado di stare sui problemi e sulle soluzioni. E capace di dare soluzioni che non siano peggio dei problemi di partenza!!!

Se rimarrà Lei, la invito a fare davvero il Sindaco, il rappresentante solo e semplicemente dei cittadini. A questo serve la Politica. A difendere i diritti dei cittadini. Non a mediare fra gli interessi economici ed i diritti dei cittadini, per trovare "soluzioni condivise". BASTA alla politica che scende a queste mediazioni, finta arbitro, finta terza!!! La politica non è e non deve essere terza. La politica è per definizione parte. E deve essere la parte dei cittadini. Non in mezzo, ma a difesa unica ed esclusiva dei cittadini. Servono un Sindaco, una Giunta, una maggioranza in grado di mettere al centro i problemi e le loro soluzioni, nell’interesse della città e dei cittadini. E solo così, su questa semplicità, le maggioranze diventano davvero solide, e non soggette a ricatti o a giochi mai comprensibili ai cittadini, ma sufficienti ad allontanarli dalla “cosa” che invece quotidianamente decide per loro: la Politica, appunto.

 

Se Lei pensa di essere capace di ricercare questa semplicità, se Lei pensa di esser pronto e capace anche di rivedere totalmente le sue decisioni, se si dimostrano non pienamente coerenti con la difesa unica ed esclusiva dell’interesse pubblico e collettivo, allora è giusto che vada avanti, con forza e convinzione senza ricercare troppi patti di legislatura, spesso poco più che una accozzaglia di sterili buoni propositi…

Il patto di fine legislatura, mi creda, in questo delicato momento, può essere brevissimo e riguardare quasi esclusivamente il metodo e la sua sincera disponibilità di ricucire strappi troppo grossi con la città e con i suoi rappresentanti nelle Istituzioni.

 

Altrimenti, se Lei ed alcuni amministratori a Lei vicino ritenete di non avere questo coraggio, o peggio ancora, se pensate che una disponibilità del genere equivalga ad un fallimento, quando invece il fallimento sarebbe continuare con gli stessi errori, allora… forse sarebbe meglio avere il coraggio di lasciare, di ammettere che la città è cresciuta o che i tempi sono cambiati o che la situazione economico/sociale/politica della città è diversa o che i problemi ed il livello di consapevolezza sono aumentati e non serve più a nessuno andare avanti così, neanche a quei grandi Gruppi così interessati a Jesi e che, alla fine, se va bene, lasciano al massimo poco più che qualche briciola ai meccanismi che hanno fatto il loro gioco.

 

Tutte le altre soluzioni basate su noiosi documenti formali, che sembrano quasi fatte più per offuscare o rimandare i problemi, o per ritrovare ridicoli equilibri da casta, non le farebbero davvero onore, non sarebbero da Lei, e non lascerebbero alla città un buon ricordo di Fabiano Belcecchi.

 

Grazie per aver avuto la bontà e la pazienza di leggermi fino qui.

Mi auguro di non aver scritto nulla che possa aver offeso la Sua persona. Nel caso, mi creda, non era nelle mie intenzioni, e le chiedo scusa.

 

Buon Lavoro

 

MASSIMO GIANANGELI

 

Jesi, 11 Giugno 2010

 

 



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SADAM: IL SINDACO BELCECCHI SI E' DIMESSO

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IL SINDACO BELCECCHI SI E’ DIMESSO

Lo scorso lunedì 1 giugno 2010, il Sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi, detto anche il “Commissario Belcecchi” a causa delle sue diverse azioni prese contro gli indirizzi deliberati dal Consiglio Comunale, ha rassegnato le dimissioni, prendendo atto che la sua maggioranza non esiste più.

E’ evidente che la data effettiva di fine di questa legislatura è il 12 febbraio 2010. In quel giorno (su cui sarà bene  ritornare, per chiarire finalmente come mai, nonostante le richieste dei cittadini presenti, praticamente nessuno è intervenuto in loro difesa quando venivano respinti violentemente fuori dall’aula consiliare dove avrebbero voluto assistere al Consiglio Comunale) il Sindaco è andato sotto (voti 17 a 12) sulla questione più importante che si è trovato a dover affrontare nel suo mandato: la riconversione Sadam, chiusa dopo mesi e mesi di tentate forzature politiche ("...o mi votate o mi dimetto!...". Alla fine, i consiglieri hanno scelto la seconda che ha detto…)

La sua risposta, come è noto, è stata quella di ignorare tutto e di vincolare ugualmente la città con il gruppo Maccaferri, firmando lo stesso l’accordo di riconversione, andando così contro il volere di migliaia di cittadini, oltre che contro quello del Parlamento Cittadino.

Chiaro che, a quel punto, o si dimetteva subito, o provava a calcare la mano per riassettare gli equilibri politici consiliari. Belcecchi ed il suo Partito hanno scelto la seconda strada: il "Commissario Belcecchi" ha dapprima chiarito che di fatto lui riconosce più importante il volere dei segretari dei partiti che quello dei consiglieri eletti.

Poi, qualche settimana dopo, ha ignorato un’altra votazione consiliare, che lo invitava, proprio in vista dell’enorme buco di bilancio che ha il Comune, a rescindere il contratto del Direttore Generale (116 mila euro l’anno!!).

Poi, per fare in modo che questo Sindaco non fosse spedito a casa in automatico, alla vigilia della votazione sul bilancio del 29 aprile si sono più o meno promessi rimpasti di giunta; promesse prontamente rimangiate qualche giorno dopo la votazione.

Alla fine, Belcecchi è andato sotto (15 a 15) lo scorso 24 maggio ignorando le richieste del Consiglio di rinvio di qualche settimana della manovra di riaggiustamento di bilancio, e si è dovuto poi dimettere.

Oggi il "Commissario Belcecchi", a dimissioni date (!!!), quindi al massimo della sua debolezza politica, continua con le pseudo forzature politiche e con la linea politica del “muso duro”: mentre, infatti, ricerca appoggi di qua e di là, anche fra coloro che fino all’altro ieri attaccava senza pietà, minacciando che "se entro 20 giorni non mi date un’altra maggioranza viene il Commissario Prefettizio”, sulla questione Sadam risulta abbia dichiarato: “Se potessi tonare indietro, sulla riconversione non chiederei il voto preventivo del Consiglio...”. Bene. Ha capito tutto!!!

Noi vogliamo ricordare a quest’uomo ed ai suoi nuovi e vecchi fan che il Comitato ed i cittadini non sono contro i sindaci o contro le maggioranze. Semplicemente, siamo contro le scelte sbagliate che vanno contro i nostri diritti. E siamo naturalmente contro chi sostiene queste scelte sbagliate, senza pregiudizi ideologici o partitici e senza sconti per nessuno. Pertanto, poiché in tutte le sedi , compresa quella del forum tecnico messa in piedi proprio dal Sindaco, la stessa azienda ha ammesso di non aver nulla da obbiettare alle nostre tesi sulla insostenibilità e inaccettabilità di questa riconversione, è evidente che la proposta sottoscritta dal Sindaco va rigettata, senza se e senza ma !!!

A chi sostiene che la questione Sadam va messa alle spalle, in nome di un ritrovato clima di amore politico, per altro parecchio di moda negli ultimi tempi, vogliamo ricordare che il “grosso” della questione non è neanche iniziato: è appena stato avviato, ci dicono con segnali già preoccupanti, il complicato procedimento di bonifica, nel quale interverremo ai sensi delle normative vigenti; è in ballo il rinnovo della autorizzazione integrata ambientale della Turbogas. Non sono ancora stati presentati i progetti ufficiali di raffineria di biodiesel e centrale a biomasse, per l’avvio della Valutazione di Impatto ambientale. Sono inoltre in piedi un ricorso al TAR e due esposti alla Procura della Repubblica.

Davanti a tutto ciò, ed a questo finto “Volemose be’ !!” auguriamo, comunque vada, un Buon Lavoro a tutti… ai Commissari veri o de facto. Alle maggioranze (o agli appena maggiorenni) vecchie e nuove… Ai buchi di 600 mila ed a quelli di 2 milioni. A chi,debole, cerca di forzare; ed a chi, ancora più debole, cede alle forzature…

La città intanto, fra una buca e l’altra, fra un buco (di bilancio) e l’altro, fra un quartiere degradato e l’altro, fra un aumento di tumori e l’altro, fra un taglio di risorse e l’altro, si è già attrezzata per resistere ad eventuali ulteriori attacchi ai diritti dei cittadini.

Jesi, 5 Giugno 2010

Marco Gambini-Rossano

Comitato per la Tutela della Salute e dell'Ambiente della Vallesina

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Con le Centrali a Biomasse a rischio il settore oleario

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Con le Centrali a Biomasse a rischio il settore oleario

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Lecce (Salento) - Con  impianti a biomasse alimentati ad oli vegetali  a rischio la filiera dell’ olio vergine di oliva salentino. CONFAGRICOLTURA è preoccupata per l insorgere di grandi insediamenti di produzione energetica  alimentati ad oli vegetali; a rischio la filiera pura dell’ olio vergine di oliva. Il Sindaco di Casarano prenda atto dei seri rischi per la filiera.

L’idea di centrale a biomasse proposta ed oggetto di attuale discussione inter-comunale nel circondario del  Comune di Casarano preoccupa fortemente Confagricoltura; l’eventuale realizzazione di tale insediamento può  seriamente danneggiare la filiera pura dell’ olio vergine di oliva. L’associazione categoriale – rappresentata e diretta nel Sud Salento dal dr. agronomo Antonio Stea - ha raccolto negli ultimi mesi le preoccupazioni e le istanze di decine e decine di operatori della filiera dell’ oro verde nel basso Salento tra sani produttori e trasformatori delle olive ottenute nel nostro territorio.

Confagricoltura pone all’attenzione dell’intera comunità agricola locale interessata alla filiera olivicola,  l eventuale e non auspicabile possibilità che le ingenti quantità di oli vegetali provenienti da Stati extra Ue per alimentare tali impianti di produzione energetica possano determinare fenomeni distorsivi in un quadro di equilibrio tutt’oggi non semplice nell’ambito olivicolo-oleario salentino.

La grande importazione e successiva disponibilità nel Salento di oli vegetali importati per migliaia e migliaia di tonnellate all’ anno può provocare  di fatto nel prossimo futuro  nel settore agricolo ed in imprenditori agroindustriali  poco etici e dal facile guadagno un aumento dell’ “agro pirateria”  nel Mezzogiorno e nel Salento nella filiera dell’ olio vergine di oliva, andando a procurare mediante circuiti produttivi agroalimentari illegali seri danni nei confronti delle migliaia di operatori olivicoli salentini, privando l’ olivicoltura nostrana del ruolo economico, sociale ed ambientale che la stessa esercita a nostro vantaggio con inconsapevole e felice orgoglio.

“Il Salento deve continuare ad esercitare il fascino delle proprie produzioni in ambito alimentare, determinando un maggiore valore del Pil locale; per fare ciò – continua Antonio Stea – la nostra associazione esprime un invito pressante nel caso specifico nei confronti del Sindaco della città di Casarano  affinchè  lo stesso, a tutela della comunità agricola salentina, possa rigettare questo progetto industriale proposto nel territorio comunale, indicando tutt’al più come prioritaria la necessita di utilizzare a fini energetici e con contratti nero su bianco sottoscritti con i produttori agricoli  i sotto-prodotti delle filiere già esistenti nel nostro territorio rurale o derivanti dalla gestione delle aree verdi e giammai i prodotti agricoli primari, proprio come avviene nelle restanti regioni d’ Italia, assicurando l’ etica nell’ investimento e rassicurando la filiera olivicola. Se così non intenda agire, Confagricoltura indica al primo cittadino di accelerare l’iter per realizzare il referendum cittadino, si che le aziende olivicole e gli operatori possano esprimere la loro opinione in merito, a valle delle considerazioni riportate dal nostro comunicato.”

E’ una questione di primaria rilevanza per il Salento evitare di innescare facili distorsioni nella qualità merceologica  e nella filiera dell’olio vergine di oliva, chiediamo pertanto al Sindaco De Masi di riflettere sulle serie conseguenze negative che una simile centrale alimentata ad oli vegetali importati potrebbe determinare nei confronti dei produttori olivicoli. Tutti gli impegni profusi ai vari livelli dalle Organizzazioni di produttori, dagli Enti pubblici, dai produttori, dalle normative emanate ai vari livelli non possono essere vanificati indirettamente  da singoli impianti industriali,    dobbiamo difendere ciò che abbiamo costruito con decenni di civiltà e valorizzarlo secondo la migliore programmazione ed etica rurale.

 

da

http://www.ilpaesenuovo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4423



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Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Giugno 2010 13:25
 
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AMBIENTEINFESTA 2010 - GIANNI LANNES a Sassoferrato

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Si terrà a Sassoferrato, nei giorni 4, 5 e 6 giugn,o in piazza Bartolo e piazza Gramsci la terza edizione di AMBIENTEINFESTA 2010, manifestazione organizzata dal Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato e San Donato di Fabriano.
Come in passato sarà una manifestazione festosa e piena di attrazioni e divertimenti per grandi e bambini, che richiamerà numerosi visitatori nel nostro paese, Sassoferrato, in Piazza Bartolo, Piazza Gramsci e vie limitrofe.

Veramente eccezionale sarà l’evento di apertura, venerdì 4 giugno, alle ore 21:00 con la conferenza di GIANNI LANNES alla sala AVIS di Sassoferrato (Via Garibaldi)
“E’ per noi motivo di orgoglio ospitare un eroe del nostro tempo; un giornalista costretto a vivere sotto la protezione delle forze dell’ordine a causa del suo mestiere d’informare”. Gianni Lannes attualmente collabora con la RAI. Ha lavorato nei settimanali Avvenimenti, L'Espresso, Panorama, Famiglia Cristiana, Io Donna, La Repubblica delle donne, Il Venerdì di Repubblica, ecc... Ha scritto inoltre per i mensili Airone, La Nuova Ecologia e Medicina Democratica.
Alcune note su GIANNI LANNES
<< Ha portato avanti numerose inchieste, ben documentate, a partire dagli inceneritori per arrivare alla drammatica vicenda delle navi dei veleni e del traffico di armi ad essa legato. La conclusione a cui è pervenuto il giornalista è che tra lo Ionio, il Tirreno, l'Adriatico e in tutto il Mediterraneo, a cominciare dagli inizi degli anni '70, sono state affondate centinaia di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi, tutto ciò con il coinvolgimento della criminalità organizzata, ma soprattutto di governi, multinazionali e dei nostri servizi segreti, in una parola: ECOMAFIA.
"Gianni Lannes è un giornalista che fa nomi e cognomi. A giugno ha aperto un giornale online di informazione, con sede a Orta Nova, in provincia di Foggia. [Ha subito] minacce e tre attentati: il 29 giugno, a due settimane dall'apertura, la prima lettera di minacce. Poi, a inizio luglio, un'esplosione fa saltare in aria la sua automobile. Il 23 luglio vengono manomessi i freni della sua nuova auto [rischiando la vita] [...] I primi di novembre, ancora, un attentato incendiario gli distrugge l'ennesima automobile [...] "

Dopo varie insistenze eluse per avere una scorta, "almeno per la sua famiglia", il giornalista a cominciare dalle ore 15 del 22 dicembre del 2009 ottiene l'assegnamento di una scorta della Polizia di Stato.  Per poter continuare a lavorare Lannes si vide così costretto a fondare un suo giornale online, Italia Terra Nostra >>

Altre info:

GIANNI LANNES (da Wikipedia): http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Lannes

ITALIA TERRA NOSTRA (giornale OnLine di Gianni Lannes): http://www.italiaterranostra.it/

Nota: per chi volesse venire con noi a Sassoferrato per la conferenza di Gianni Lannes l'appuntamento è per Venerdi' 4 alle 19.30 al piazzale di Porta Valle (Stazione delle Corriere)

La festa proseguirà nei giorni successivi di sabato 5 e domenica 6 secondo il programma esposto che qui riportiamo brevemente:


Sabato 5 giugno:
Passeggiata archeologica alla città romana di Sentinum,
Ecopesca,
Mostra fotografica (nel palazzo degli Scalzi),
Laboratorio del riciclo,
Mostra del libro,
Stand gastronomici per la cena
Breve saluto di Gianni Lannes alle 20:30 circa
AMBIENTEINMUSICA con MOKEYS SHAKERS 60’s cover band

Domenica 6 giugno:
Mercatino: prodotti tipici, artigianato locale,
Ecopesca,
Musei aperti
Mostra Biciclette Elettriche
1° PEDALATA ECOLOGICA ALLE FALDE DEL MONTE STREGA
Nordic Walking (dimostrazione, training e percorso)
Stand gastronomici per il pranzo e la cena
Giochi in piazza
Manifestazione scacchistica (Circolo Scacchistico “La Rocca”)
Premiazione Ecopesca e concorsi
Musica a chiusura della festa con GATONEGRO ed ABUSIVI BAND

maggiori dettagli sul programma li troverete su:
http://www.facebook.com/l/ba9d3;www.ctasassoferrato.it

Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato.
http://www.facebook.com/l/ba9d3;www.ctasassoferrato.it


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Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 21:08
 
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