Comitato per la Tutela della Salute e dellAmbiente della Vallesina

Questo mondo lo abbiamo preso in prestito ai nostri figli. Non Bruciamogli il Futuro !!!!

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Comitato per la Tutela della Salute e dell'Ambiente della Vallesina

Comitati: Wafer zoo S.r.l. perde la causa ed è condannata alle spese

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Con estrema soddifazione, inoltriamo il Comunicato Stampa degli amici dei Comitati Pesaresi che si battono contro la costruzione dell'impianto a biomasse di Schieppe.
E' stata infatti respinta la richiesta della ditta Wafer Zoo S.r.L. di un risarcimento dei danni, quantificati nella iperbolica cifra di UN MILIONE di euro, ad Adriano Mei e Alfedo Sadori.
E' la seconda volta che ci capita di "resistere" e di "vincere" anche nelle aule dei Tribunali, con i Comitati del nostro Coordinamento, ad un tentativo simile (una cosa del genere era capitata mesi fa agli amici del Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato)
Non vorremmo mai che qualcuno pensi che certe azioni giudiziarie possano in qualche modo intimidirci o rendere la nostra azione meno incisiva o meno motivata.
Ringraziamo gli amici dei Comitati pesaresi per la determinazione con cui vanno avanti nella loro battaglia, nonostante certe citazioni possano talvolta creare situazioni e periodi di tensione e di carico ulteriore di responsabilità personali.
Ci complimentiamo con loro ed con i loro legali per lo splendido risultato.
MASSIMO GIANANGELI
Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina
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Comitati: Wafer zoo S.r.l. perde la causa ed è condannata alle spese


E’ stata depositata ieri, presso il Tribunale di Pesaro – Sezione distaccata di Fano, la sentenza che pone fine alla causa intentata da Wafer zoo S.r.l. nei confronti di Alfredo Sadori e Adriano Mei.

Con l’atto di citazione notificato il 02.07.2007, ricordiamo, la ditta, difesa da un noto studio legale pesarese, ha richiesto il risarcimento dei danni, quantificati nella iperbolica cifra di UN MILIONE di euro, conseguenti ad una presunta  “campagna denigratoria e diffamatoria da parte del Coordinamento dei Comitati di difesa delle Valli del Metauro Cesano e Candigliano, che – aveva affermato l’accusa - con palese distorsione dei fatti (?!?) si oppongono alla realizzazione di una centrale a biomasse.

Con la sentenza depositata il Tribunale ha posto fine alla vertenza, ravvisando che i documenti contestati dalla ditta non hanno alcun tenore diffamatorio e non riscontrando alcun contenuto lesivo nel comportamento e nelle dichiarazioni dei due chiamati in causa. Per tale ragione ha respinto la domanda risarcitoria, ed ha condannato la Wafer zoo S.r.l. a rifondere le spese di lite ad Alfredo Sadori e Adriano Mei, assistiti in giudizio rispettivamente dall’Avv. Maria Raffaela Mazzi e dall’Avv. Valeria Mei.

Rafforzato da quest’ulteriore risultato, il Coordinamento dei Comitati prosegue nell’opposizione alla realizzazione dell’inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano, vicenda che, come si evince dalle risposte dell’attuale assessore regionale all’ambiente all’Assemblea Legislativa riunitasi ieri, è tutt’altro che conclusa.

Francesca Palazzi Arduini

Coordinamento dei Comitati di Difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano



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COMITATI CITTADINI: C'è Nessunooo???

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C’E’ NESSUNOOO???

Son terminate le domeniche a targhe alterne, inutili sia ambientalmente, dato che lasciano il quadrimestre con più sforamenti del PM10 degli ultimi 5 anni, sia dal punto di vista “socio-formativo”, dato che la città è più “inc….avolata” di prima nel vedere la diversità di trattamento che l’Amministrazione riserva da una parte ai suoi cittadini, e dall’altra a inquinanti “(im)prenditori” forestieri…

Restano ora i problemi di sempre, più volte ribaditi, talvolta anche in presenza (sembra incredibile!!) di Sindaco e compagnia cantando:

- Al 12 maggio, 54 sforamenti delle insidiosissime PM10, a fronte dei 35 annui consentiti dal Dec.60/2002, ed una media di 46.84 ug/m3 a fronte di una media ammessa di 40 ug/m3;

- Quartieri in cui, anche a causa dell’inquinamento ambientale, le case acquistate 10/15 anni fa con mutui, lacrime e sangue, non valgono più nulla ed i cittadini non possono più neanche venderle senza svenderle, per andare a vivere da un’altra parte;

- Una situazione sanitaria, per quel poco che trapela, che potremmo eufemisticamente definire “preoccupante”, con un numero delle esenzioni per cause tumorali maligne quasi quadruplicato a Jesi dal 2001 al 2009 (fonte ufficiale ASUR 5), ed una incidenza di ricoveri (Fonte ARS Regione Marche) in reparti probabilmente “sensibili” all’inquinamento che è o in controtendenza rispetto al regionale (cioè a Jesi i ricoveri crescono mentre nelle media regionale calano) o addirittura è circa doppia rispetto alla media regionale (a proposito,c’è a Jesi un Assessore alla Sanità che voglia buttar lì due parole a riguardo? “C’è nessunooo??” gridava la nota sperduta particella…).

Davanti a tutto ciò, Belcecchi ed i suoi fidi Olivi, Maiolatesi, Partitoni e Partitini continuano a spremersi le meningi: per trovare soluzioni immediate alle sciagure sopra esposte? Macchè… Piuttosto, sembra, più per gli ormai celeberrimi “rimpasti poltroniani di Primavera”, o al più, per mettere una pezza ai loro ( o meglio, ahinoi, NOSTRI) buchi di bilancio: dove troveranno circa 538 mila euro per colmare il buco? A chi toccherà ripianare? Cosa dovranno (s?)vendere del NOSTRO patrimonio per sopravvivere un altro annetto?

Certo, non possiamo non dare atto a questo Sindaco della sua caparbietà, determinazione e della sinuosa disinvoltura con cui si è mosso (ci dirà il Giudice se al di qua o al di là dei limiti della legittimità) per farci ingollare i piani multi milionari del Presidente Maccaferri, o per difendere un Piano del Traffico bocciato dalle stesse Circoscrizioni (dal sito del Comune risulta sia costato € 28.396,80 nel 2008 e € 39.168,00 nel 2009 di consulenza per la SINTAGMA SRL) o per tenere a tutti i costi quel Direttore Generale, in forza ormai da anni al Comune di Jesi alla modica cifra di € 116.067,75 annui (è vero che poi gli paghiamo anche macchina, autista e casa in affitto?). Sì, proprio Lui, quell’ uomo venuto alla ribalta quando è stato fatto il celeberrimo concorso per vigili, con centinaia di candidati convocati al Palasport alle 10 del mattino per poi iniziare la prova ore ed ore dopo; o quando sembrava che i sindacati interni dei dipendenti del Comune volessero denunciarlo, assieme al Sindaco ex Sindacalista Belcecchi, per comportamento antisindacale (Grossa questa, eh?!)

Diciamolo: avremmo gradito che cotanta caparbietà venisse usata per risolvere concretamente i problemi di noi cittadini, semplici “padroni di casa” che lo hanno delegato ad amministrare la loro Jesi...

Eh già… Jesi… Chissà se questa città, forse troppe volte ignorata e malconciata negli ultimi anni, ha ancora un po’ di gente capace e di buona volontà in grado di mettersi assieme per ritrovare un po’ di slancio e di dignità…C’è nessunooo???

Jesi, 19 Maggio 2010

Per il COMITATO ASSE SUD: Claudio Veroli

Per il COMITATO SAN GIUSEPPE: Marco Giampaoletti

Per il COMITATO TUTELA SALUTE E AMBIENTE VALLESINA: Marco Gambini-Rossano



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I mattoni a emissioni zero non si cuociono. Si coltivano

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14 maggio 2010 - E’ possibile coltivare i mattoni? Sembra di sì. Ginger Krieg Dosier, professoressa e ricercatrice dell’università americana di Sharjah, negli Emirati Arabi, ha messo a punto il “bio-brick” un mattone che non deve essere cotto, ma che viene di fatto coltivato. Sono 1.300 miliardi i mattoni che vengono realizzati e cotti ogni anno in tutto il mondo, con una conseguente produzione di CO2 equivalente se non maggiore a quella di tutto il traffico aereo mondiale. Per fabbricare 25.000 mattoni inoltre, vengono bruciati circa 400 alberi.

Ebbene, con l’impiego su larga scala dei “bio-brick” sarà a breve possibile abbattere in modo sensibile le emissioni di CO2 nell’atmosfera, secondo gli inventori, addirittura di 800 milioni di tonnellate ogni anno. L’utilizzo del tempo futuro è però ancora d’obbligo, in quanto questi “bio-mattoni” sono ancora in fase di test: i prototipi prodotti fino a questo momento sono infatti poco più grandi dei mattoncini per le costruzioni per bambini.

Ma come si fa a coltivare dei mattoni? Partendo da sabbia, batteri, cloruro di calcio e urea, il processo, noto come precipitazione di calcite micro-indotta, impiega i microrganismi di “Sporosarcina pasteurii” presenti nella sabbia per legare assieme i granelli, con una catena di reazioni chimiche. Il prodotto ottenuto da questo processo risulta molto simile all’arenaria, ma, cambiando alcune variabili nel processo si può far assumere al mattone le sembianze e le qualità del cotto, dell’argilla o addirittura del marmo. Gli inventori non sono però gli unici a credere nel potenziale di questa scoperta: il “bio-brick” ha vinto infatti il primo premio alla Next Generation Design Competition 2010 della rivista Metropolis.


Fonte: ZeroEmissioni.Tv



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Picco di ipertensione per chi vive in ambienti inquinati

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Le persone che vivono in aree urbane dove l’inquinamento da particolato nell’aria è elevato tendono ad avere la pressione arteriosa superiore a quelli che vivono nelle aree meno inquinate, secondo i ricercatori dell’Università di Dusiburg-Essen in Germania. I ricercatori hanno usato i dati provenienti dall’Heinz Nixdorf Recall Study, uno studio effettuato su una popolazione di quasi 5.000 persone che si concentra sullo sviluppo di malattie cardiache. Essi hanno analizzato gli effetti dell’esposizione all’inquinamento atmosferico sulla pressione arteriosa tra il 2000 e il 2003.

Mentre alcuni studi precedenti hanno dimostrato che un aumento acuto del particolato atmosferico, come le fluttuazioni giorno per giorno, può aumentare la pressione sanguigna, poco era noto nell’esposizione a medio e lungo termine.

"I nostri risultati mostrano che chi vive in aree con livelli più elevati di inquinamento dell’aria hanno associata una più alta pressione sanguigna"

ha spiegato Barbara Hoffman, capo dell’Unità di Epidemiologia Ambientale e Clinica dell’Università di Duisburg-Essen, e autore senior dello studio. I risultati sono stati presentati alla Conferenza Internazionale 2010 ATS a New Orleans.

Gli autori hanno utilizzato un modello di dispersione e di trasporto chimico per stimare l’esposizione a lungo termine alle polveri sottili. Per la misurazione della pressione del sangue, hanno utilizzato un dispositivo automatico oscillometrico che rileva il movimento del sangue attraverso l’arteria brachiale e converte i movimenti in un segnale digitale.

Hanno trovato che la pressione arteriosa media è aumentata di 1,7 mmHg per un aumento di 2,4 mg / m³ nel livello di esposizione alle particelle sottili (meno di 2,5 micron), che proviene principalmente da fonti di combustione nelle aree urbane (traffico, riscaldamento, industria, impianti energetici). Hanno trovato una associazione simile per le particelle più grosse al di sotto dei 10 micron, che contengono più materiale come particelle di crosta terrestre e l’inquinamento stradale.

"Sia la pressione arteriosa sistolica che diastolica sono più alte nelle persone che vivono nelle zone più inquinate, anche se prendiamo in considerazione importanti fattori che influenzano la pressione sanguigna come età, sesso, fumo, peso, ecc. L’aumento della pressione sanguigna era più forte nelle donne che negli uomini"

ha aggiunto il dottor Hoffman. La pressione alta aumenta il rischio di aterosclerosi, un indurimento delle arterie, che porta a malattie cardiovascolari come infarto e ictus.

"I nostri risultati potrebbero spiegare perché le persone che vivono nelle zone più inquinate sono ad un rischio maggiore di soffrire e morire per queste malattie."

E’ stato anche dimostrato che l’esposizione al rumore cronico, per esempio nei residenti in prossimità delle strade principali, è associato con la pressione arteriosa elevata o con le malattie cardiache.

"Nel nostro studio, i livelli di inquinamento atmosferico rappresentano una media di concentrazioni di fondo che non erano collegate alla vicinanza con strade trafficate. Pertanto, l’aumento osservato della pressione sanguigna non è probabilmente dovuto all’esposizione al rumore. Questa conclusione sull’inquinamento atmosferico non si limita ad individuare un rischio per la vita con eventi come infarti e ictus, ma può anche influenzare i processi di base che portano alle malattie cardiovascolari croniche. E’ pertanto necessario promuovere i nostri tentativi di evitare l’esposizione cronica all’inquinamento atmosferico elevato quanto più possibile."

Fonte: [Sciencedaily]



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IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: ECCO COSA DICE LA COMMISSIONE EUROPEA

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COMMISSION OF THE EUROPEAN COMMUNITIES Brussels, 02.02.2000

COMMUNICATION FROM THE COMMISSION
on the precautionary principle

http://ec.europa.eu/dgs/health_consumer/library/pub/pub07_en.pdf


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