A titolo di esempio, fra i tanti possibili...
Da http://www.scarlinoenergia.it/index.php?page=default&id=5&lang=it
L’impianto di Scarlino è una Centrale Termoelettrica alimentata con biomasse e produce energia elettrica tramite l’espansione in turbina del vapore prodotto utilizzando l’energia termica resa disponibile dalla combustione. A regime, operando con un fattore di utilizzazione pari a circa 0,85 (7500 ore/anno), ha una potenzialità di circa 120.000 t/anno di combustibili (con p.c.i. medio di 4.000 Kcal/Kg) e fornisce una produzione di energia elettrica ceduta netta di circa 110.000 MWh/anno (corrispondenti al consumo annuo di oltre 20.000 famiglie), contribuendo quindi a risparmiare circa 20.000 TEP/anno (Tonnellate Equivalenti di Petrolio, rispetto alla stessa produzione di energia elettrica effettuata in impianti termoelettrici alimentati con combustibili fossili).
In sintesi l’impianto è costituito dalle seguenti sezioni:
1. Alimentazione delle biomasse: Dal deposito le biomasse sono alimentate automaticamente, tramite nastri trasportatori, tipo “pipe conveyor” (nastri che si chiudono realizzando una forma tubolare per evitare la dispersione del materiale) alla camera di combustione di ciascun forno.
2. Combustione e sezione termica: L’impianto ha tre linee di combustione, denominate Linea 01, Linea 02 e Linea 03; ogni linea è costituita da un sistema focolare−caldaia (con focolare a letto fluido bollente) per la produzione di vapore che poi viene trasformato in energia elettrica. Le ceneri di combustione vengono stoccate in silos e conferite al riutilizzo in cementificio.
3. Trattamento dei fumi: La sezione focolare−caldaia, che costituisce il cuore produttivo di ogni linea, è integrata da una sezione di trattamento dei fumi che ha il compito di garantire il rispetto dei limiti delle emissioni in atmosfera. Il sistema di abbattimento è costituito da quattro apparecchiature separate disposte in serie: filtro a cicloni, colonna di lavaggio acido, filtro elettrostatico ad umido e colonna di lavaggio basico, viene inoltre aggiunto uno slurry di carbone attivo per massimizzare l’efficienza nell’abbattimento dei microinquinanti. Le emissioni in atmosfera sono monitorate in continuo ed i dati delle emissioni trasmessi ad ARPAT e Provincia.
4. Sezione di trattamento degli effluenti liquidi: L'impianto di depurazione delle acque riceve gli effluenti liquidi provenienti dal trattamento dei fumi; è costituito da una sezione di trattamento chimico−fisico in cui l'acqua da depurare viene convogliata a una serie di vasche in cascata, dotate di agitatori, e addizionata con opportuni reagenti. L'effluente depurato viene convogliato in un canale avente come recapito finale il mare; i fanghi di risulta della depurazione delle acque, una volta disidratati, vengono inviati a discarica autorizzata. Gli effluenti in ingresso ed in uscita dall’impianto sono completamente monitorati.
Situazione attuale: Attualmente sono in corso interventi per la riqualificazione ambientale ed energetica nonché per l’introduzione di tecnologie di nuova generazione anche al fine di poter utilizzare nel processo di combustione il CDR (combustibile derivato dai rifiuti).
L'introduzione di tecnologie di nuova generazione ha riguardato principalmente le linee di depurazione fumi e i dispositivi di protezione ambientale, la sezione di alimentazione e lo stoccaggio dei combustibili. Le tecnologie di nuova generazione adottate nel sistema degli impianti e gli interventi di innovazione gestionale adottati sotto il profilo processistico hanno lo scopo prioritario di ridurre, in termini relativi ed assoluti, i potenziali impatti delle emissioni in atmosfera e sulle altre matrici ambientali. Una volta espletata la procedura di V.I.A., avviata nel gennaio 2008, l’impianto produrrà energia elettrica utilizzando fonti rinnovabili (biomasse), attualmente già in uso, unitamente a fonti non convenzionali, come il combustibile da rifiuti (CDR), in conformità alla normativa vigente e agli atti di programmazione e pianificazione energetica e della gestione dei rifiuti. Nello studio di impatto ambientale è stata condotta un’analisi delle matrici ambientali potenzialmente interessate. In particolare, non trattandosi di una nuova localizzazione e realizzazione di un nuovo impianto sul territorio, lo studio ha potuto evidenziare come la componente atmosfera risulti essere la componente potenzialmente interessata dalle modifiche tecniche proposte.
Per tale ragione è stata condotta una specifica valutazione degli impatti associati alla dispersione in atmosfera delle emissioni mediante l’impiego di modelli di analisi appositi. Alla luce delle analisi e delle simulazioni complesse eseguite nello studio, si è evidenziato che gli interventi per l’introduzione di tecnologie di nuova generazione e l’adozione del CDR quale combustibile per la centrale danno luogo a variazioni positive per il contesto ambientale esistente principalmente dovute alle minori emissioni di NOX.
Inoltre, a tale miglioramento del quadro emissivo si aggiunge un miglioramento del rendimento energetico del ciclo produttivo ed una sua maggiore efficienza, con un saldo ambientale complessivamente attivo.


























